Il reverendo Jones tiene il mondo col fiato sospeso

Lo brucio, non lo brucio, sospendo il rogo. Forse. La minaccia del reverendo Terry Jones di dare fuoco al Corano per celebrare l’11 settembre tiene il mondo col fiato sospeso. «Per ora non abbiamo intenzione di procedere» dice il pastore della chiesa evangelica di Gainsville, Florida. Ma il rischio di offrire un qualsivoglia pretesto a terroristi e fanatici religiosi è alto. Così come il rischio emulazione. Nessuno può fermare l’oscuro reverendo Jones, nemmeno in via preventiva. La Difesa, l’Fbi e l’Interpol possono solo unirsi al coro globale di suppliche e condanne. Il Primo emendamento tutela la piena libertà di parola e riunione, anche per i mentecatti e gli squilibrati pericolosi. E forse Terry Jones non è così pazzo come può sembrare. Di certo è abbastanza furbo per aver fatto della sua chiesa carismatica non denominale (in sostanza una chiesa su misura) una ricca fonte di guadagni. Gli otto ettari del Dove world outreach center sono sfruttati a scopo di lucro: vendere gadget dal marchio “Islam is of the Devil”, l’Islam appartiene al Diavolo, già titolo di un libro pubblicato dal pastore Jones. A occuparsi delle vendite online i seguaci della setta del reverendo, impegnati sei giorni la settimana a spedire tazze, magliette e cappelli con stampato il fortunato slogan. Lavoro gratuito con minaccia di dure punizioni, tipo ripulire dalle incrostazioni la barca privata dello stesso predicatore. Ma schiavo di Mammona Joneslo era già quando predicava in una chiesa cristiana a Colonia, dove pare sia stato cacciato dai fedeli inferociti non solo per le sue idee estremiste, ma per aver usato i fondi della chiesa per finanziare le sue attività commerciali su eBay. Anche la trovata del falò di Corani deve aver reso parecchio al baffuto predicatore. Sul sito diAmazon il suo libro contro l’Islam è esaurito. Anche la pubblicità negativa è pur sempre pubblicità. E di soldi Terry Jones ha bisogno, soprattutto da quando le autorità hanno giudicato tassabili le proprietà della sua chiesa, perchè usate a fini di lucro. A Gainsville sono pronte le misure preventive: una norma del regolamento municipale vieta i roghi all’aperto, pena un’ammenda di 250 dollari. Chissà che una multa non possa fermare l’avido reverendo. Ma, finora, sembra che bruciare il Corano renda più che stamparlo. (libero)