Obama spegne i roghi del Corano: «Aiutano Al Qaeda»

Obama spegne i roghi del Corano: «Aiutano Al Qaeda». Bruciare il Corano o non bruciarlo? Terry Jones, il pastore evangelico che prometteva di fare un falò del libro sacro per l’anniversario dell’11 settembre, cambia idea. Non brucerà il libro sacro all’islam. Il reverendo della Florida sostiene di avere la certezza che il centro islamico verrà trasferito. Niente rogo, quindi, ma niente moschea a Ground Zero. Notizia subito smentita dall’Imam di New York Feisal Abdul Rauf. Di certo l’oscuro reverendo Jones ha ottenuto ciò che voleva: rimettere la questione della Moschea a Ground Zero al centro dell’at – tenzione internazionale. In precedenza il monito del presidente Obama, che definisce l’idea di bruciare il Corano «una bravata» si era sommato al coro di condanne piovute da tutto il mondo nei giorni scorsi. Intervistato durante la trasmissione “Good Morning America”, Obama si appella direttamente al reverendo Jones: «Se sta ascoltando, spero che capisca che ciò che ha intenzione di fare è del tutto contrario ai nostri valori di americani». Ma se l’appello agli ideali comuni non dovesse bastare, Obama invita il pastore a considerare i possibili effetti del suo gesto. «Da un punto di vista pratico, come comandante in capo delle forze armate americane, voglio solo che lui capisca che questa trovata potrebbe mettere a rischio i nostri uomini e donne in uniforme che si trovano in Iraq e in Afghanistan». Terry Jones dice che «ci penserà su» e aspetta una telefonata dalla Casa Bianca, dal Pentagono o dal Dipartimento di Stato: «Non credo che una loro chiamata potrebbe essere ignorata». Il reverendo Jones, 58 anni mal portati, è da circa due anni il pastore del Dove world outreach center di Gainsville, Florida, insieme alla moglie Sylvia. Nell’agosto del 2009 distribuì ai suoi fedeli, non più di 50 persone in tutto, una maglietta con la scritta «L’Islam è il Demonio». Con lo stesso titolo pubblicò un libro nel 2010. Tra le battaglie di Terry Jones quelle contro aborto e omosessualità, in particolare contro il sindaco gay di Gainsville. Ma è l’Islam il suo chiodo fisso. Dalle pagine del suo sito Internet Jones scandisce i dieci buoni motivi per bruciare il Corano: i musulmani sono infedeli, non possono convertirsi, vogliono islamizzare l’Occidente, sono incompatibili con la democrazia. E aggiunge: tutto ciò che dovevo sapere sull’Islam l’ho imparato l’11 settembre. Il comandante in capo americano David Petraeus è preoccupato. Le immagini del Corano in fiamme avrebbero per gli Stati Uniti lo stesso dannoso effetto delle foto degli abusi sui detenuti nel carcere di Abu Ghraib: «Verrebbero usate da chi ci augura del male, per incitare alla violenza e infiammare l’opinione pubblica contro di noi e la nostra missione in Afghanistan, così come in altre nostre missioni nel mondo». Dello stesso avviso è Barack Obama, secondo cui un gesto simile offrirebbe ad Al Qaida «un ricco giacimento per nuove reclute», sarebbe un incentivo per i terroristi e porterebbe a una escalation di violenza in luoghi già provati come Pakistan e Afghanistan. (libero)