Kabul, soldati Usa choc «Civili uccisi per gioco»

Uccidevano le loro vittime per divertimento e ne collezionavano le dita come trofei. Si sentivano intoccabili, i cinque soldati americani del kill team che ha seminato il terrore in Afghanistan. Ora, però, rischiano la pena di morte per il più grave crimine di guerra emerso finora dal conflitto afghano. Sono incriminati insieme ad altri 7 soldati che avrebbero insabbiato gli omicidi e picchiato una recluta intenzionata a denunciarli. Il sergente Calvin Gibbs, 25 anni, si era vantato di averla già fatta franca in Iraq e, insieme ai suoi complici, di stanza a Ramrod vicino Kandahar, aveva cominciato a parlare di uccidere civili lo scorso novembre. La prima vittima – scrive il giornale Usa Army Times – sarebbe stata Gul Mudin, ferito con una granata e finito a fucilate in un campo di papaveri. Almeno un soldato aveva collezionato dita dei morti, altri militari si erano fatti fotografare coi cadaveri. Una vicenda tragicamente simile a quella di Redacted, il film di Brian De Palma in cui si racconta come nel 2006 cinque giovani marines americani, in un paesino nei pressi di Mamhudiya, violentarono una quattordicenne irachena e poi la uccisero insieme ai suoi familiari.