Berlusconi: «Avanti per il Paese»

Stavolta i due alleati di ferro scelgono strade diverse. Il presidente Berlusconi allontana l’ipotesi delle elezioni. «Non è questo il tempo perché serve stabilità al paese – ha detto ai suoi durante l’ufficio di presidenza del Pdl di ieri – Ho il dovere di governare». Dall’altro lato c’è un Bossi che scalpita e si dice pronto a tutto pur di arrivare al voto e uscire dalla crisi. Pronto anche a sfiduciare il governo. «Berlusconi potrebbe dimettersi oppure la Lega potrebbe votare la sfiducia». In quel caso la Costituzione prevede l’intervento del Capo dello Stato, ma il Senatur lo avverte già: «Contro un governo tecnico porteremo 10 milioni di persone a Roma». Il presidente della Repubblica non commenta e conferma che finora non ha ricevuto alcune richiesta di incontro dal premier e dal leader del Carroccio. La strategia che il Cavaliere ha in mente è un’altra: la piazza a ottobre e la conta dei suoi alla Camera dove si presenterà a fine settembre, per riferire sulla situazione politica. Di fatto, Berlusconi sta tentando di assicurarsi l’appoggio dei gruppi minori allargando la maggioranza fino a rendere ininfluenti i finiani fuoriusciti alla Camera e al Senato. Ma anche così il premier rischia di dover governare sempre sul filo del rasoio. I parlamentari di Fli continuano a dire che non saranno loro a fare sgambetti, accusando anzi la Lega di essere il partito dei ribaltoni. Così come fa Casini (Udc) che dice: «Elementare Watson, la Lega si prepara a staccare la spina al governo». Il Pdl, però, continua a sottolineare l’incompatibilità di chi ha aderito a Fli e conserva incarichi da dirigente nel Pdl e a chiedere che Fini lasci la presidenza della Camera. A loro l’inquilino di Montecitorio ha risposto coi fatti: ieri si è iscritto al gruppo di Futuro e Libertà. -leggo-