Ucciso il sindaco ambientalista

Crivellato di colpi sulla strada nuova che, in qualità di sindaco, aveva inaugurato da poco. E che portava a casa sua. Angelo Vassallo, 57 anni, recentemente rieletto alla guida di uno dei pochi paesi-incanto d’Italia (Pollica, nel Cilento, bandiera blu incontaminata di Legambiente) è stato ucciso come un boss. La sua auto è stata trovata ferma, con il freno a mano inserito. Il sindaco potrebbe aver trovato la propria corsia di marcia bloccata da un’altra vettura ed essersi fermato: a quel punto il sicario sarebbe sceso, esplodendo nove colpi di pistola calibro 9×21 attraverso il finestrino aperto dell’Audi di Vassallo. Ma chi ha armato la mano assassina contro uno dei migliori sindaci cilentani, capace finora di preservare la sua Pollica da scempi edilizi e appalti poco puliti? «Era preoccupato», dice il Procuratore di Vallo della Lucania, Alfredo Greco. «No, Vassallo non lo era affatto», rintuzza Graziano Lamanna, comandante dei vigili urbani. «Al 50% è un delitto di camorra. Una vendetta della criminalità organizzata», insiste il pm Raffaele Marino. Sta di fatto che il sangue di Vassallo macchia la cristallina immagine della Capri del Cilento con oscure trame di racket ed estorsioni. Per essere un sindaco anti-camorra e ambientalista, Vassallo aveva smesso di guidare la pilotina da pescatore appartenente alla sua famiglia. Con lui niente concessioni edilizie a chi non pagava le tasse; spiaggia in parte riservata a cani e padroni-modello, con tanto di servizio bus; raccolta differenziata-record, multe a chi imbrattava anche solo con le cicche di sigaretta. Ora sono tutti sotto choc. «Hanno voluto eliminato un simbolo di legalità». -leggo-