Prandelli boccia Pazzini, tocca a Gilardino

Ieri a Coverciano Roby Baggio, nuovo presidente del Settore Tecnico della Federcalcio, è tornato a respirare aria azzurra. Basterebbe un Divin Codino a mezzo servizio, questa sera al Franchi di Firenze. Qui l’Italia non ha mai perso in 24 partite disputate, di fronte si troverà le Isole Far Oer che non vincono un match di qualificazione europea addirittura dal 1995 (3-1 a San Marino) e subiscono gol da 28 impegni di fila. Di meglio non si poteva trovare per il secondo match di qualificazione sulla via di Euro 2012 in Polonia e Ucraina. Dopo la vittoria in rimonta in Estonia, Prandelli torna a casa, in quella Firenze che per 5 anni l’ha visto sedere sulla panchina viola. «Sarà una serata da emozioni forti», ammette il ct. Vigilia vissuta senza patemi: 400 tifosi hanno seguito la rifinitura, applausi per Prandelli e cori per Cassano. Addio alle vecchie polemiche tra Firenze e la Nazionale. «Non temo contestazioni dei tifosi, credo nell’intelligenza del popolo viola», assicura il ct. Così lui stesso si scioglie e decide di snocciolare l’11 titolare ai giornalisti: «Viviano; De Silvestri, Bonucci, Chiellini, Antonelli; Montolivo, Pirlo, De Rossi; Gilardino, Cassano e Rossi se ce la fa. Vorrei provare un mancino a destra. Voglio vedere giocatori che hanno l’età e la qualità per avere un futuro in Nazionale. Viviano? Lui e Sirigu alla pari, scelta già meditata». Una Nazionale cambiata per 5/11 rispetto a Tallinn, ma con Cassano punto fisso, esaltato dallo stesso Baggio («Antonio fa la differenza, l’Italia ha bisogno di giocatori come lui») ed elogiato dal ct: «Può essere devastante». Azzurro che si tinge di viola con De Silvestri, Montolivo e Gilardino. «Omaggio a Firenze? Assolutamente no – ribatte Prandelli -. I primi due non sono novità, De Silvestri ha la potenzialità per restare in questo gruppo molto tempo. Tanti innesti? Tutti esterni, non credo che avremo problemi di stravolgimento della squadra». Solo 4 giocatori professionisti tra i convocati, il ct irlandese delle Far Oer Kerr nei due giorni di ritiro ha trovato comunque il modo per polemizzare. Prima bocciando il campo di allenamento della Rondinella e ieri andando su tutte le furie dopo aver visto il secondo terreno trovato in extremis. «L’erba era talmente alta che tutte le pecore delle Far Oer ci avrebbero messo un mese per mangiarla», è sbottato. Facile, sì, ma Prandelli tiene comunque alta la tensione: «Voglio una squadra che giochi a calcio. Un calo è umanamente possibile, ma sappiamo di dover evitare questo errore. Occhio: le Far Oer al 90’ erano in vantaggio a Tallin. Vorrei vedere una squadra generosa, coraggiosa, che non lasci nulla di intentato». Poi ci pensi pure Cassano. -leggo-