Robinho: «Con Dinho faremo sfracelli»

In un altro tempo e in un altro luogo, sarebbe stato ben più della ciliegina sulla torta rossonera. Avrebbe fatto la parte del diamante in quella che è stata la coda d’estate che ha ravvivato l’amore tra il popolo e Berlusconi. Robinho è uno da prima pagina, uno di quelli che il pallone ce l’ha nel sangue, uno che fa strabuzzare anche gli occhi più avvezzi alle magie. Ma tant’è, in questo tempo e in questo luogo, Carnago, Robinho è il brasiliano dal gol facile e dallo scatto bruciante è il brillio che accompagna il fulgore di un’altra magia. Ibracadabra, vien da dire. Dal ritiro della Seleçao arrivano spifferi freschi, capaci di promesse e di entusiasmo. Quello ritrovato di un ragazzo non più tale che non vede l’ora di vivere un’avventura che lo intriga quasi fosse un bimbo. Dall’altra parte dell’Oceano si sono subito appassionati all’idea che il nuovo Milan dipinge sulle rotte di un pallone che ha più che mai bisogno di sogni. E lui non si sottrae e chiude gli occhi. «Ibra ha ragione – spiega con il fare di chi non vuole rubare la scena a nessuno -, siamo una buonissima squadra. Se riusciremo a trovare il giusto amalgama sono convinto che potremo veramente vincere tutto». Parole impegnative, parole di uno che sa il fatto suo e che, nonostante parta da alternativa di lusso a Pato e Ronaldinho, crede di potersi ritagliare uno spazio importante. Non si parla che del Milan spettacolo, di quel poker d’assi che in tanti vorrebbero vedere e che Allegri stesso non ha escluso di schierare in alcune occasioni. Ma per Robinho c’è una missione da compiere, perché per lui, come per tantissimi brasiliani, il messia del pallone è rimasto quell’et e r n o bambino dalle trecce capricciose. «Non l’ho ancora sentito, ma Dinho mi ha mandato un sms per dirmi che è felice del mio arrivo – racconta -. Voglio restituirgli l’allegria, farlo tornare ai livelli del Barcellona: faremo sfracelli insieme ».