Sakineh, il Vaticano si mobilita stampa iraniana contro l’Italia

Non è rimasto inascoltato in Vaticano l’appello lanciato ieri a Benedetto XVI dal figlio di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata a morte per lapidazione per adulterio e presunta complicità nell’omicidio del marito, per salvare la madre. Lo ha assicurato il direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, affermando che la vicenda viene seguita «con attenzione e partecipazione ». Tra le mura leonine si chiede comunque la massima riservatezza, mentre per Sakineh potrebbe essere ormai, a detta del figlio Sajjad Ghaderzadeh, questione di ore. Si è fatto avanti ieri anche il ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha ribadito la propria «disponibilità a incontrare il ministro iraniano Mottaki per favorire una positiva soluzione del caso». Intanto, dopo Carla Bruni, anche Silvio Berlusconi è finito nel mirino della stampa di regime. In particolare, il giornale ultraconservatore Kayhan ha messo all’indice il premier italiano definendolo «uomo moralmente corrotto», anzi un «capo mafia» dai «dissoluti » comportamenti sessuali che «si è unito ai difensori del crimine». È giallo invece su una nuova condanna a 99 frustate alla quale la donna sarebbe stata sottoposta. Il figlio sostiene che la condanna sia già stata eseguita «pochi giorni fa», così come lo sostiene uno degli avvocati della donna, JavidHoutan Kian. Mentre un ex legale di Sakineh, Mohammad Mostafaei, afferma che la punizione «non è stata eseguita». -dnews-