«Il Pdl non c’è più, ora un patto»

«Il Popolo delle Libertà non c’è più, ora si cerchi un patto per evitare ribaltoni e arrivare alla fine della legislatura». Gianfranco Fini prende la parola alla festa di Futuro e Libertà di Mirabello. Non annuncia un nuovo partito, né il passaggio all’oppo – sizione. Ma l’attacco agli ex compagni di partito è diretto. E Fini coglie l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, contro Berlusconi («Che è il leader del Pdl, ma a volte confonde la leadership con la proprietà di un ’azienda»), contro la Lega («Non ci si può appiattire sulle loro posizioni»), contro gli ex colonnelli di An («che hanno cambiato generale e adesso sono pronti a cambiarlo ancora») e contro il direttivo di un partito, che salvo poche eccezioni, ha votato «un’estromissione degna dello stalinismo». Per tutti questi motivi, spiega Fini, non c’è la possibilità di un rientro in un partito, il Pdl, «che ho contribuito afondare ma che ora non esiste più». Le divisioni però non sono solo conseguenza della spaccatura, ma anchedovute a divergenze politiche come ad esempio quelle sul tema giustizia («noi siamo garantisti, e favorevoli al Lodo Alfano ma bisogna fermare il Gheddafi-Stranamore, che cerca una soluzione ma non la trova. Vogliamo leggi che tutelino il premier, non che cancellino i processi») e sul fronte economico («con dei tagli che hanno colpito indiscriminatamente settori fondamentali come sicurezza e scuola»). E anche per altri episodi come l’in co n tr o con Gheddafi, («una genuflessione indecorosa»). Le differenze però non sono sufficienti da giustificare un cambio di campo, «ma ora serve un patto per capire come finire la legislatura». Non manca neanche un accenno alla questione della casa di Montecarlo, sollevata da quotidiani vicini alle posizioni berlusconiane, Libero e Il Giornale. «Ora si va avanti senza farci intimidire da quello che è stato il “metodo Boffo”». Comunque «noi non ci facciamo intimidire perché di intimidazioni ne abbiamo vissute ben altre». Diverse le reazioni all’inter – vento. Da un lato l’opposizione conAntonioDi Pietro,chechiede a Fini di decidere da che parte stare, al governo o all’opposizio – ne. Dall’altro il ministro Maroni: «È rinata An, partito che difende gli interessi del sud, Adesso vedremo se ha senso andare avanti ». -dnews-