«Pensavo di essere Maradona»

Campo o sala stampa non fa differenza. Piedi o testa è uguale. Quando di mezzo c’è Antonio Cassano, è sempre show. E allora, dopo essere stato decisivo nella vittoriosa trasferta azzurra a Tallinn in Estonia, ieri il talento barese si è preso la scena nel ritiro di Coverciano. Scortato da Gigi Riva («Gli ho rubato il telefonino, volevo mandare qualche sms, poi mi sono fermato», rivela lui), regala spettacolo, affrontando la platea di giornalisti. Scherza con i cronisti della Rai che hanno oscurato il suo gol sabato sera («Per una volta che segno, gli italiani non l’hanno visto»), dribbla qualsiasi polemica rispondendo «prossima domanda». Eppure ne ha per tutti. Si comincia con l’elogio all’attuale ct e una puntura di spillo al predecessore: «Prandelli è fantastico, con cui mi trovo davvero bene. Lippi? Pensiamo al presente e al futuro, non al passato. L’età ti fa maturare. I primi anni ho fatto disastri inenarrabili: a Capello gliene ho fatte veramente tante, è stato il mio periodo peggiore tra Roma e Madrid. Ora sono 4 anni che non faccio una cag…». Il segreto della rinascita? «La neo moglie Carolina. Mi ha cambiato la vita, la ringrazierò per l’eternità». Una Nazionale ora costruita attorno a lui. «Voglio riprendermi il tempo perso – rivela -, con la Nazionale finora è stato un disastro, ma non è colpa mia. Io il leader? No, Chiellini e, soprattutto, De Rossi lo sono». Uno sguardo al futuro: «Il mio sogno ora è fare parte del gruppo per 4-5 anni. Sono l’uomo degli Europei, voglio diventare quello dei Mondiali». Non ne fa una questione di ruolo: «Mi sento seconda punta, ma gioco anche esterno sinistro, ci mancherebbe. Basta non fare il terzino, o il mediano». E ringrazia il suo ex tecnico alla Samp, Gigi Del Neri: «Lui mi ha convinto a fare la seconda punta. Da uomo vero mi ha detto: “O fai questo, o sei fuori”. Mi ha fatto capire, anche tenendomi fuori un po’, che più avanti posso essere devastante». Un Cassano che taglia col passato: «Prima pensavo più ai miei colpi, alle cavolate. Ora penso alla squadra: l’unico che vinceva le partite da solo era Maradona. Io non sono Diego, anche se prima pensavo di esserlo». A proposito di numero 10, ecco l’assist all’amico Totti: «Quanto mi sono divertito a giocare con Francesco. Se ho fatto tanti gol alla Roma è solo merito dei suoi assist. Mi piacerebbe tornare a farlo. Non dite che metto pressione a Prandelli, non è un consiglio, solo un mio pensiero. A me sta bene rigiocare con Totti anche una volta sola, magari per beneficenza». C’è tempo per un sms all’altro ribelle, Balotelli: «E’ grandissimo, se fa qualche errore, pace. Io qualche consiglio glielo do, però non posso certo io fargli da chioccia». Infine, una sentenza sul campionato: «Lo vince il Milan. Perché? Ma sapete chi ha preso…?». Cassano è fatto così: prendere o lasciare. -leggo-