Il Tar del Lazio: No all’aumento dei pedaggi in tutt’Italia

Lo stop agli aumenti dei pedaggi autostradali deve essere esteso a tutta Italia. Senza discriminazioni di sorta. L’ennesima puntata della “vicenda pedaggi” è andata in onda ieri, con la decisione dei giudici amministrativi della I sezione del Tar del Lazio di accogliere un nuovo ricorso, promosso dal Movimento difesa del cittadino, che cancella sull’intera penisola, e non soltanto nei territori degli enti locali che avevano presentato i primi ricorsi, i rincari dei pedaggi decisi dall’ulti – ma manovra economica e rimasti in vigore dal 1 luglio fino allo scorso 4 agosto. La sentenza di ieri è arrivata dopo altre decisioni stabilite durante l’estate da diversi giudici amministrativi. In un primo tempo il Tar del Lazio aveva sospeso il decreto che fissava gli incrementi, il Consiglio di Stato aveva confermato la decisione con un decreto cautelare e anche il Tar del Piemonte aveva bocciato il provvedimento. Ancora il Consiglio di Stato, pochi giorni fa, aveva respinto il ricorso contro la sospensiva presentato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dall’Anas, confermando lo stop agli aumenti dei pedaggi sulle autostrade e i raccordi autostradali in gestione Anas, ma «solo ai singoli segmenti stradali» nei territori degli Enti che avevano fatto ricorso, ossia la Provincia di Roma, quella di Rieti, Pescara e alcuni comuni dell’hin – terland romano. Ora, però, un po’ a sopresa, il Tar del Lazio ha deciso di estendere il blocco a tutto il Paese. L’Anas, che aveva bloccato gli aumenti dal 4 agosto – giorno del primo pronunciamento del Tar – ha ribadito d’aver già ottemperato alla sospensione dei rincari. Ora si apre la partita dei rimborsi che spettano agli automobilisti che, per quel mese o poco più, hanno invece versato ai caselli i pedaggi maggiorati. Sulla vicenda è già intervenuto il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci: «Ogni decisione riguardante l’ipotizzato rimborso da parte di Anas dei pedaggi corrisposti durante il breve periodo di applicazione del decreto legge sarà assunta quando la Giustizia amministrativa si pronuncerà in via definitiva in merito al decreto ». Nel frattempo, il Codacons – attraverso il presidente Carlo Renzi – aveva lanciato la sua proposta che invoca un calo generalizzato delle tariffe autostradale. «Dopo la nuova sentenza dei giudici amministrativi» aveva dichiarato il numero uno dell’associazione dei consumatori «l’unico modo per consentire un indennizzo equo e ripartito in maniera omogenea tra tutti gli automobilisti è quello di disporre una riduzione dei pedaggi, proporzionali agli aumenti annullati dal Tar per una durata pari a quella in cui sono stati applicati gli aumenti, ossia 36 giorni». Secondo Rienzi, così facendo si ripristinerebbe la legalità e si eviterebbero procedure di rimborso e contenziosi legali ben più costosi per l’Anas. (libero)