Schifani contestato dal “popolo viola”

Si temeva, è successo: una trentina di grillini e di esponenti del «popolo viola», ieri ha contestato il presidente del Senato Renato Schifani durante un dibattito con Piero Fassino alla festa nazionale del Pd a Torino. Schifani ha subito ricevuto la solidarietà del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha deplorato «l’intimidatoria gazzarra». Telefonate di solidarietà al presidente del Senato sono arrivate anche da Gianfranco Fini («Il rispetto delle istituzioni è l’abc della politica »), dal segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani e da esponenti di ogni partito, con l’eccezione dell’Idv. Schifani era appena salito sul palco in piazza Castello, poco dopo le 16, quando sono partiti i fischi e il coro: «Fuori la mafia dallo Stato». Coro che alludeva alle presunte collusioni del presidente del Senato con Cosa Nostra e che si è ripetuto ogni volta che l’esponente Pdl ha preso la parola. «Siete un esempio di antidemocrazia – ha replicato dal palco Schifani – sono onorato di partecipare a questo dibattito e non saranno certo i vostri fischi a impedirmi di parlare». Ben più duro Fassino che ha apostrofato i contestatori ad sventolare una copia dell’agenda rossa di Borsellino. Il dibattito si è comunque concluso regolarmente e poco prima delle 17 il presidente del Senato ha lasciato la sala in auto senza che i contestatori riuscissero ad avvicinarlo. Subito è però arrivato il messaggio di solidarietà del presidente Napolitano: «Il tentativo di impedire con intimidatorie gazzarre il libero svolgimento di manifestazioni politiche è segno dell’allarmante degenerazione che caratterizza i comportamenti di gruppi, sia pur minoritari, incapaci di rispettare il principio del libero confronto e di riconoscere nel Parlamento e nella magistratura le istituzioni cui è affidata nel sistema democratico ogni ricerca di verità. Perciò deploro vivamente l’episodio verificatosi a Torino ai danni del Presidente del Senato e ogni forma di contestazione aggressiva sia verso figure di particolare responsabilità istituzionale sia verso qualsiasi esponente politico nell’esercizio della sua libertà di parola e di opinione». A Schifani ha subito telefonato anche Bersani per esprimergli «solidarietà e profondo rammarico per ciò che è avvenuto a Torino. Le nostre feste sono luoghi aperti di discussione politica. Qualcuno si levi dalla testa di poterci intimorire ». Per il capogruppo Pd alla Camera Fabrizio Cicchitto: «Questo fatto è il frutto del clima infame che Di Pietro e una parte della sinistra stanno creando nel Paese», mentre quello a Palazzo Madama Maurizio Gasparri se l’è presa anche con Bersani: «Le scuse non cancellano la gravità di quanto è avvenuto. La sinistra crea un clima di intolleranza, basta pensare alle parole di Bersani («la politica è una fogna», ndr) dell’altro ieri». (Trabucco repubblica)