Italia, Cassano e Bonucci raddrizzano la situazione

Mezz’ora piena di paure, poi due fiammate di Cassano guidano l’Italia alla rimonta e alla prima vittoria del 2010, in casa dell’Estonia. In tre minuti, il numero 10 azzurro ha regalato alla nazionale il primo successo di un anno orribile e le ha evitato il disastro di una sconfitta e un record al contrario. I numeri che contano di più sono i tre punti incamerati nella corsa a Euro 2012 cominciata, ma se il protagonista della serata è Cassano la sua partita a due facce racconta bene quanto sia ancora fragile l’Italia che Prandelli ha tra le mani. E sì che il vantaggio di Zenjov, su ennesimo pastrocchio difensivo azzurro, aveva evocato i peggiori fantasmi. Cassano a parte, ci ha pensato Pirlo, capitano di serata, a condurre per mano un’ Italia troppo spesso spaesata. E che solo al 90′ ha potuto tirare un sospiro di sollievo. Sotto la pioggia battente di Tallinn, Prandelli schiera il 4-3-3 annunciato con Pirlo davanti alla difesa a distribuire gioco, e De Rossi-Montolivo qualche metro avanti. Pepe a destra e Cassano a sinistra fanno le ali a Pazzini, ma il primo è evanescente e il secondo non certo micidiale. Scontato che, di fronte all’ordinato 4-4-2 difensivo degli estoni, la partita la debba fare l’Italia. La palla resta tra i piedi azzurri, ma senza velocità, nè sprazzi di fantasia. Dopo un cross di Cassano al 7′ e una battuta al volo di Montolivo su angolo (10′), ci prova Pirlo lanciando a cucchiaio Cassano in area: il suo assist di testa è a vuoto. Ma al minuto 14′ è l’Estonia a lanciare il primo allarme: Vassiljiev fa sponda di testa bruciando sul tempo Chiellini, Zenjov arriva e dal limite spara male alto. All’Italia non resta che riprendere a macinar palloni, ma senza idee. Attorno alla mezz’ora, il pastrocchio azzurro: una punizione da 35′ metri di Vassilijev intenzionato chiaramente a tirare, per tutti meno che per Sirigu. Sulla ribattuta del portiere segna facile Zenjov. L’Italia rivive l’incubo dei Mondiali, quando alla prima punizione prendeva gol. E passa mezz’ora di gioco e paure, fino al pari di Cassano al 15′ della ripresa. La ripresa parte però con una fiammata estone, il tiro dal limite di Puri dopo solo 3′ scheggia la traversa e dà entusiasmo ai padroni di casa. A questo punto l’Estonia cerca il raddoppio. Gli spazi per l’Italia restano comunque ristretti, Cassano prova ad andare a prenderselo al centro. La fortuna lo premia al quarto d’ora quando sull’ angolo di Pirlo sotto porta interviene per la girata di testa: è l’1-1. Intanto è entrato Quagliarella per Pepe. E l’Italia ha cambiato passo. Passano appena altri tre minuti, e di nuovo sull’asse Pirlo-Cassano nasce il 2-1 azzurro: ancora angolo ma basso, stavolta Cassano gira al centro di tacco e Bonucci da pochi passi spinge dentro. L’incubo del 2010 svanisce, ma per impedire il pari che allungherebbe la striscia negativa Prandelli sceglie una partita tattica: Palombo entra al posto di Montolivo per metterci corsa, Antonelli fa uscire Cassano e al debutto si piazza a centrocampo. L’Estonia ci crede, fa forcing. E al 90′ va addirittura vicino al pari, con Sirigu costretto a smanacciare un pallone vagante togliendolo sotto porta dalla testa del capitano Piroja. Il sogno estone sfuma, e se ne va anche l’incubo azzurro.