La Mostra di Venezia incorona John Woo

Venezia. John Woo non ci credeva: «Quando Marco Müller mi ha detto che avrei ricevuto il Leone d’Oro sono rimasto prima scioccato, poi pensavo che scherzasse». Il regista hongkonghese di gangster di culto come “A Better Tomorrow “ e “The Killer”, ma anche di blockbuster hollywoodiani come “Mission: Impossibile” e “Face/Off”, ha ricevuto ieri il premio alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia confermando la volontà del direttore Marco Müller di svecchiare il concetto stesso di autore cinematografico. Perché John Woo è un cineasta che ha fatto scuola, creato emuli e attirato l’attenzione sul cinema di Hong Kong, ma è anche un regista che non si vergogna di fare spettacolo: lo dimostra il rutilante wuxiapian (il tradizionale film di cappa e spada cinese) “Reign of Assassins” del taiwanese Su Chao-Pin, che Woo ha portato al festival in qualità di produttore e supervisore della regia. «Vorrei essere un ponte, collegare le cose buone dell’oriente con quelle dell’occidente», ha detto il cineasta che, dopo sedici anni di lavoro negli Stati Uniti, è tornato a lavorare in Cina girando nel 2008 il monumentale film storico “La battaglia dei tre regni”. «È il momento di portare in Asia ciò che ho imparato a Hollywood. Abbiamo tante storie bellissime nella nostra cultura: lavorando in un paese straniero ho capito che le persone non sanno molto della storia cinese, conoscono solo i film di kungfu che sono solo una piccola parte della nostra tradizione. Però non ho rinunciato a Hollywood». La sua carriera, dice, dopo il Leone apre un nuovo capitolo. E infatti i progetti in cantiere sono tanti: “Flying Tiger”, un film sino-americano di combattimento basato proprio sulla sua esperienza di “ponte” fra le due culture, la rivisitazione di un classico di Melville, il remake di “The Killer” e un debutto personale nel film di cappa e spada con forti radici filosofiche. A sfilare con lui in passerella è arrivata una delle dive asiatiche più amate, Michelle Yeoh, che in “Reign of Assassins” è un’eroina del kung-fu dolce e volitiva. (Grando ilpiccolo)