John Woo è tutta un’altra musica

Nella marea di fango che si trova alla Mostra del cinema, la perla John Woo splende a distanza di miglia. Ieri il regista di Hong Kong ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera e ha presentato in Laguna il suo nuovo film Reign of assassins, diretto assieme al giovane Su-Chao Pin. Maestro incontrastato del cinema d’azione, Woo ha sbriciolato Hollywood con alcuni dei migliori film del genere. Il suo capolavoro forse resta Face/Off, prodotto da Micheal Douglas e interpretato da Nicholas Cage e John, ma Mission Impossible II con Tom Cruise non era da meno. Dunque un premio più che meritato, una celebrazione giunta non a caso nell’anno in cui Quentin Tarantino è presidente della giuria al Lido. E il riferimento hollywoodiano più immediato che viene alla mente dopo aver visto Reign of assassins è proprio Kill Bill di Tarantino. Woo ha una missione: fare da ponte tra il cinema cinese e quello americano. Pare che ci riesca benissimo. Punta sul kung fu e va a colpo sicuro, confezionando una pellicola di cappa e spada entusiasmante, ambientata nel 428 d.C. Protagonista la bella Michelle Yeoh, nei panni di una assassina senza scrupoli affiliata a una società segreta, la Pietra nera. Dotata di strabilianti abilità di spadaccina, la pericolosa signorina decide di cambiare vita e sposarsi con un giovanotto all’apparenza buono come il pane e altrettanto stupido. Per completare l’opera, si rivolge a un dottore e si fa cambiare i connotati, così che i suoi ex colleghi non possano riconoscerla. Ma, come in ogni film d’azione che si rispetti, il passato torna a perseguitarla. Gli assassini sono sulle sue tracce e gliene faranno passare di ogni. Non sveliamo la trama, perché merita di essere scoperta in sala. Diciamo solo che è un susseguirsi di combattimenti al limite del fumettistico, ma la storia è forte e non si arresta sulla superficie. (libero)