L’Aquila trema ancora, notte in tenda e in auto

L’AQUILA. Un’altra notte di paura per gli abitanti dei Comuni dell’Alta Valle dell’Aterno terrorizzati dalle continue scosse di terremoto: la più forte, di magnitudo 3.3, alle 4.24, con epicentro in località Busci, nei pressi di Montereale (L’Aquila) ha spinto molte persone – tra quelle che non dormono già in roulotte, macchina o in una casetta di legno – ad uscire di casa. A decine si sono rivolte ai quattro presidi nei comuni di Cagnano Amiterno, Capitignano, Montereale e Campotosto oppure hanno contattato i nuovi numeri verdi della sala operativa della Protezione civile regionale. In totale, le scosse percepite nella notte sono state quattro: tutte nel distretto sismico dei Monti Reatini, con epicentro fra Borbona (Rieti) e Montereale. Da due giorni sono al lavoro le associazioni di volontariato della Protezione Civile regionale. Si sta valutando l’opportunità di dotare ciascun presidio di tende in grado di ospitare persone, ma lo scopo principale dei presidi è quello di costituire un punto di riferimento per la popolazione. Anche ieri il Prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato, ha incontrato gli amministratori dei Comuni interessati dallo sciame. Proprio in queste aree l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale ha avviato una ricognizione dei propri alloggi. Intanto, il centro dell’Aquila resterà chiuso fino a martedì 7 settembre. Il tavolo cittadino di Protezione civile ha integrato le aree di attesa in caso di evento sismico, mentre gli abitanti della frazione aquilana di Arischia, la più vicina all’area interessata dallo sciame, hanno chiesto assistenza.