Ragazzino italo-cubano picchiato a scuola

«Sporco negro», «negro di merda». Il «negro» è un ragazzino di origini cubane, insultato e picchiato da tre coetanei compagni di scuola. L’aggressione è avvenuta nella sera di mercoledì, al Parco Verde di Zelo Surrigone, piccolo centro di mille abitanti a due passi da Abbiategrasso. Erano da poco passate le sei, Filippo stava giocando al parchetto con alcuni amici della scuola media. Qualche corsa con lo skateboard e quattro chiacchiere, come fanno tutti i ragazzini della sua età per passare il pomeriggio di questi ultimi giorni di vacanza. Poi sono arrivati altri tre ragazzi, tutti italiani, e sono iniziate le provocazioni e gli insulti razzisti. Dalle parole alle mani il passo è breve. In due tengono fermo il ragazzino, mentre il terzo assalitore lo tempesta di pugni. Gli amici di Filippo, più piccoli e spaventati, possono solo gridare di smettere. «Un episodio di bullismo già capitato altre volte a mio figlio», ha raccontato la mamma del ragazzo, Niurka, commessa in un centro commerciale, origini cubane, 40 anni. «Non avevano mai alzato le mani, solo aggressioni verbali fino adesso. Sono i soliti compagni di scuola che da tempo ci creavano problemi». La scuola è l’Istituto comprensivo “Gianni Rodari” di Vermezzo. Bullismo a sfondo razziale che andava avanti già da mesi. «Ogni volta che lui tornava a casa da scuola mi raccontava tutto, ma io gli dicevo di lasciarli perdere, che erano solo degli ignoranti». Dopo l’aggressione, lo hanno accompagnato a casa gli amici con cui era al parco. «Appena tornata dal lavoro ho trovato a casa mio figlio ferito. L’ho portato subito al pronto soccorso e poi sono andata dai carabinieri a sporgere denuncia», ha spiegato la madre. I carabinieri di Abbiategrasso non ci hanno messo molto per identificare i tre bulli che lo hanno riempito di botte, il più grande ha 14 anni. La signora è sconsolata: «Mio figlio ha un occhio nero, oltre al naso rotto. Lui ha tanti amici italiani ed è perfettamente integrato». Gli unici a dargli fastidio – pare da un pezzo – erano quei tre bulletti di quartiere. (libero)