La Gelmini presenta la sua scuola, bocciatura dopo cinquanta assenze

«Quest’anno non si potranno superare 50 giorni di assenza, pena la bocciatura ». Le proteste dei precari continuano, ma il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini tira dritto e seda la polemica con i numeri della riforma. Da Palazzo Chigi illustra le novità sull’anno scolastico 2010-2011. Tanto per cominciare, «il tempo pieno aumenta del 3,5% e il prossimo anno scolastico, grazie all’eliminazione delle compresenze, le classi passeranno da 36.493 a 37.275», spiega Gelmini. Che aggiunge: «Sono contraria all’abolizione dei test per l’accesso alle facoltàa numero chiuso». Un tavolo tecnico al ministero sta lavorando per rivederli. Il ministro non crede, comunque, che la soluzione sia «far pesare di più il voto della Maturità». L’altra novità riguarda il concorso per 3mila nuovi presidi che sarà bandito entro fine anno, con una prima selezione basata su un test attitudinale in modo da dare aprire la prova anche ai più giovani.
PRECARI PER SCELTA. Il ministro esprime solidarietà ai lavoratori in lotta, ma non sale sul banco degli imputati. «Sono dispiaciuta», dice, «nel vedere che tanti giovani hanno solo un posto in graduatoria, ma voglio evitare una spettacolarizzazione del disagio. Il primo compito che abbiamo è quello di non creare ulteriore precariato e perciò bisogna riferirsi a una pianta organica del fabbisogno». E i precari che stanno digiunando e chiedono un confronto? «Adesso non li incontro per il semplice motivo che stiamo perfezionando degli accordi». E aggiunge: «Protestano senza ancora essere stati esclusi. Una protesta legittima ma non motivata. Non si tratta di persone che sono state licenziate, presumono di non avere un posto di lavoro, ma il ministero non ha ancora completato le operazioni. L’anno scorso, assicura il ministro, sono stati messi a disposizione «posti che alcuni precari hanno rifiutato preferendo prendere l’indennità di disoccupazione». Dopo aver ricordato gli strumenti messi in campo per combattere il precariato – dal cosiddetto decreto “salva-precari” agli accordi con le regioni Gelmini precisa che tutti questi lavoratori dal futuro incerto – 229.000 persone – sono un’eredità delle politiche del passato.
FLASH MOB. Non solo di sciopero della fame è fatta la vita dei precari. Anzi. Oggi a Montecitorio il presidio sulla scuola ha scelto la via del “situazionismo” giocoso. Ecco dunque il flash-mob dal titolo “Pronto Mariastella?”, che sfida il ministro e la invita a partecipare al gioco dei fagioli. Sottotitolo: «I precari non sono fagioli, ma sai quanti siamo?». Meno creativa è invece la posizione del Pd, che sceglie lo slogan: la Gelmini sogna, la scuola affonda. «Il libro dei sogni del ministro Gelmini contrasta con la drammatica realtà della scuola e dei problemi che si riverseranno sulle famiglie italiane», spiega Francesca Puglisi, responsabile scuola per i democratici. E via con il rosario dei numeri_ «L’anno scolastico parte con 50mila classi senza insegnanti, 16mila scuole senza presidi, 8miliardi di euro in meno in tre anni e 170mila docenti e dipendenti della scuola pubblica lasciati per strada dopo anni di lavoro». Per Silvana Mura dell’Idv è nata invece la “dottrina Gelmini”, che sarà in grado di «rivoluzionare i rapporti tra datore di lavoro e lavoratori e che fa da degno corollario agli elogi sperticati che la ministra aveva rivolto al metodo Marchionne». (libero)