«L’Universo? Dio è superfluo»

Nessun intervento divino, per spiegare la creazione dell’universo basterebbe la legge di gravità. È questa la teoria esposta dall’astrofisico britannico Stephen Hawking nel suo ultimo libro The Grand Design – di cui alcuni brani sono stati anticipati ieri dal Times – che, scritto insieme al fisico americano Leonard Mlodinow, uscirà in Gran Bretagna il 9 settembre, proprio una settimana prima della visita del Papa. Secondo Hawking, la nascita dell’universo sarebbe la semplice e inevitabile conseguenza di leggi della fisica, «poiché esiste la legge di gravità – scrive – l’universo può crearsi e si crea dal nulla». A confutare la teoria della creazione divina, lo scienziato porta pure la prova di un pianeta, scoperto nel 1992, che, come la Terra intorno al Sole, orbita intorno a una stella, a dimostrare come il caso del nostro pianeta non sia unico e quindi non sia possibile che «la Terra sia stata creata solo per favorire la vita degli esseri umani». Per Hawking la scienza sarebbe ormai vicina all’elaborazione di una tesi sul legame tra teoria quantica e gravità, inseguita da tutti gli scienziati a partire da Einstein. I tanti tentativi di conciliare scienza e fede, per il matematico torinese Piergiorgio Odifreddi, nascerebbero, spesso, solo dalla scarsa conoscenza delle teorie fisiche: «Scienza e religione vanno scisse – ha commentato ieri – è come paragonare i libri di Newton alla Divina Commedia, in un caso si tratta di osservazioni matematiche e misurabili, nell’altro di letteratura». -leggo-