Berlusconi, linea dura con Fini

Il presidente della Repubblica torna a bacchettare il governo esortandolo ad occuparsi dei problemi reali del paese e a lasciare indietro polemiche e accuse. Napolitano insiste sui temi economici e chiede che l’Italia si dia una seria politica industriale: «Ne abbiamo bisogno per l’occupazione e per i giovani, che oggi sono per noi il motivo principale di preoccupazione». Ma usa anche l’arma dell’ironia, il presidente, quando gli chiedono se servirebbe un ministro allo Sviluppo economico, vacante da 4 mesi dopo le dimissioni di Scajola. Napolitano, che aveva già sollecitato la nomina un mese fa, risponde soltanto: «Passerò la voce… ma che serve un ministro?». Le parole del Quirinale cadono su una maggioranza in fase di stallo, tutta protesa ad ascoltare le parole che Fini pronuncerà domenica e a trattare sulla riforma del processo breve. All’opera sono i mediatori anche se Berlusconi – che dice «Fini non l’ho cacciato io – sembra convinto di poter portare avanti l’azione di governo nonostante il «logoramento» dei finiani. Rimane fissata, infatti, la riunione dei probiviri che dovranno giudicare i tre fedelissimi del presidente della Camera Briguglio, Bocchino e Granata anche se il coordinatore Pdl Denis Verdini, dopo aver incontrato il premier, ammette che l’esito è incerto. Il leader della Lega Bossi non vede elezioni anticipate e si dice tranquillo perchè la riforma sul federalismo «è in cassaforte e verrà comunque attuata». Contro le liti della maggioranza si scaglia con veemenza il segretario Pd Bersani che accusa il governo di non pensare ai problemi reali del paese e vede «un secondo tempo del berlusconismo che fa regredire la politica a fogna». -leggo-