Obama: i soldi risparmiati dall’Iraq per rilanciare il Paese

Ma Obama ha chiuso davvero la guerra in Iraq? Parlando in occasione del ritiro delle truppe “combattenti” entro la data prevista da Bush e ribadita nella sua campagna per la Casa Bianca, ha dedicato più tempo alle promesse e agli impegni per la ripresa Usa che non al conflitto di per sè. «Il nostro più urgente compito è di far rinascere la nostra economia e rimettere a lavorare i milioni di americani che hanno perso il posto »,hadetto. Nel discorso dell’al – tra sera aveva così bene in mente che la preoccupazione principale degli americani è lo stato comatoso dell’economia, ormai sotto la sua direzione da 19 mesi e sotto quella del Congresso a maggioranza democratica dalla fine del 2006, che ha usato gli sforzi e i sacrifici dei militari che hanno vinto la guerra per un demagogico paragone. La nazione deve «ora affrontare le sfide in patria con la stessa energia, coraggio e senso dello scopo comune dei nostri uomini e donne che hanno servito all’estero». «Nei giorni a venire questo ripristino della potenza economica americana deve essere la nostra centrale missione come popolo, e la mia centrale responsabilità come presidente», ha detto con un riferimento evidente ai nuovi sforzi economici che Obama stesso, e i suoi sostenitori da sinistra come il Nobel dell’economia Paul Krugman, hanno in serbo: nuovi superstimoli economici miliardari che avrebbero la miracolosa capacità di far ripartire il Paese. Eppure, l’effetto del primo stimolo da 862 miliardi del febbraio 2009 è stato un netto fallimento: la disoccupazione è salita dal 7% circa al 10% (ora è ancora al 9,6%) e il Pil è crollato dal 3,7% del primo trimestre 2010 all’1,6% del secondo.