Vaticano, il Papa accetta dimissioni mons. Marchetto

Papa Ratzinger pensiona anticipatamente monsignor Agostino Marchetto. A un anno di distanza dalla lettera con la quale il segretario del Pontificio consiglio della pastorale dei migranti chiedeva di essere rimosso per poter tornare agli studi sulla storia del Concilio Vaticano II, il Papa Benedetto XVI ha accolto le dimissioni dell’arcivescovo più detestato dal governo italiano di Silvio Berlusconi per le sue critiche alle politiche sull’immigrazione. La scelta del Vaticano viene presentata come personale, ma la tempestività con la quale le dimissioni sono state accettate testimonia il crescente fastidio per le dure prese di posizione in difesa dei più deboli, siano rom o immigrati. Più di una volta la Santa Sede, con padre Federico Lombardi, lo ha sconfessato pubblicamente. Cercando di rabbonire ministri e sottosegretari del governo Berlusconi furiosi per le sue parole. «Prendiamo atto che le dimissioni di Marchetto avvengono a un anno di distanza dalla loro presentazione e nei mesi in cui è successo di tutto: dai respingimenti alle espulsioni dei rom, al pacchetto sicurezza », dice Roberto Di Giovanpaolo del Partito democratico. Per Di Giovanpaolo, «tra Maroni, Gheddafi, Sarkozy e Marchetto, quello che non si doveva dimettere è proprio monsignor Marchetto». E già perché alle critiche del governo italiano si sono aggiunte quelle del presidente francese che non ha digerito le parole di monsignor Marchetto contro le espulsioni dei rom messe in atto da Parigi. «Non si può colpevolizzare un’intera popolazione per violazioni di legge», aveva detto monsignor Marchetto, ricordando che i provvedimenti colpiscono «persone deboli, già perseguitate e in passato vittime anch’esse dell’Olocausto». Con il governo italiano le cose sono precipitate nel febbrario del 2009 quando definì «un’abdicazione dello Stato di diritto» l’istituzione dei volontari della sicurezza nelle città, decisa da un decreto del governo Berlusconi. Due giorni dopo una nota della Santa Sede spiegava che il Vaticano "manifesta rispetto verso le autorità civili che hanno il diritto e il dovere di provvedere al bene comune". Pochi mesi dopo, Marchetto era tornato sul decreto sicurezza: «criminalizza gli immigrati». Una posizione condivisa dagli Istituti missionari in Italia. «Si celebra il secondo anniversario, insanguinato, dell’accordo tra Libia e Italia. Come missionari – scrivono – ci dissociamo da questa vergogna e dalle menzogne dei ministri che dicono di rispettare la legge: l’unica ad essere rispettata è quella del profitto economico». (Berlinguer ilpiccolo)