La Ferrari richiama in officina la 458 Italia

Una semplice colla rischia di offuscare il mito dei miti: la Ferrari che, nella sua storia, ha fatto della cura e della qualità dei particolari la sua carta vincente. La Casa di Maranello ha infatti richiamato tutti i 1.248 esemplari della 458 Italia, l’ultima berlinetta nata in casa Ferrari (che nel 2011 affiancherà la F430 nel campionato monomarca) e presentata al salone di Francoforte, risolvendo così quello che stava diventando un vero e proprio tormentone. Infatti tra luglio e agosto cinque esemplari di 458 venduti in Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Svizzera e Cina (quindi Paesi dalle condizioni climatiche ben differenti fra loro) avevano inspiegabilmente preso fuoco sotto gli occhi increduli dei proprietari, che per prendere possesso del nuovo gioiello italiano avevano appena sborsato 197 mila euro (più eventuali optional). Secondo l’azienda la causa di questa brutta figura è il tipo di collante usato per fissare il passaruota posteriore e la paratia paracalore: i due elementi, a causa delle alte temperature, si possono deformare e il collante adesivo che le unisce, surriscaldandosi, può provocare fumo o, nei casi più gravi, fiamme. Così la Casa del Cavallino rampante è corsa ai ripari mettendo in piedi il più ampio (e doloroso) richiamo vetture della sua ultrasessantennale storia. Da Maranello è infatti partita una lettera a tutti i possessori della 458 Italia per invitarli a recarsi dal loro concessionario Ferrari, dove i due pezzi saranno uniti in maniera meccanica con rivetti di alluminio. La riparazione, ovviamente, sarà a carico della Casa, mentre per i cinque sfortunati che hanno visto la loro berlinetta andare a fuoco, la Ferrari provvederà alla consegna di una vettura nuova di zecca. Tecnicamente, fanno sapere voci vicine all’azienda, la responsabilità non è diretta delle officine interne della Ferrari, bensì del produttore esterno che ha fornito il collante. Resta però il fatto che quella della 458 Italia è fuor di dubbio una brutta figura a livello mondiale, visto e considerato che i 1.248 clienti richiamati sono sparsi in 52 Paesi. Di più, l’inconveniente va a minare ulteriormente la già traballante posizione di Luca Cordero di Montezemolto, che i rumor danno in rampa di lancio. John Elkann e Sergio Marchionne da tempo starebbero pensando ad un avvicendamento alla presidenza della più prestigiosa fabbrica di auto sportive del mondo. In pole per prendere il posto di Montezemolo ci sarebbe Andrea Agnelli, già presidente della Juventus, al quale verrebbe così affidata l’intera gestione delle attività sportive del gruppo Agnelli. Per ora sono solo voci, ma certo il passo falso della colla (unito ai deludenti risultati sportivi degli ultimi anni, frutto anche delle scelte interne volute dallo stesso Montezemolo) avvicina il presidente alla porta. (libero)