Venezia, l’ira dei poliziotti

Clamorosa protesta al festival del cinema. Fischiato Gianni Letta. Napolitano in sala. Poliziotti in divisa con un coltello conficcato nella schiena: sono state dodici sagome di agenti, a grandezza naturale, la più grande sorpresa del Red Carpet di Venezia. Ad aprire il festival, infatti, ieri, è stata la protesta dei poliziotti aderenti al Coisp, che hanno portato le sagome tra vip e star come fossero personaggi di quello che hanno definito uno spettacolo di «teatro comico». «Abbiamo chiesto le dimissioni del ministro Maroni – ha detto il segretario generale del Sindacato, Franco Maccari – questo è il governo che negli ultimi dieci anni ha fatto meno per la sicurezza. Abbiamo subito un taglio del trenta per cento delle risorse, persino il cibo per i cani scarseggia». Quelle dei poliziotti non sono state le uniche proteste della giornata. Fischi e grida – «A casa, a casa» – hanno accolto l’arrivo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e del presidente Udc Rocco Buttiglione. Grande applauso, invece, in sala – ha evitato il Red Carpet – per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, primo capo dello Stato a partecipare all’apertura del festival. «Siamo verso un miglioramento», ha dichiarato il presidente in merito all’ipotesi di una crisi di governo. Secca la risposta ai giornalisti sul possibile coinvolgimento del Quirinale nelle leggi in gestazione sul processo breve: «Su queste cose ho già detto tante volte mentre si discuteva della legge sulle intercettazioni. Sapete che fine ha fatto quella legge?». Le proteste di ieri potrebbero non essere le uniche della kermesse. Il Coisp si mantiene mobilitato, insieme a molti altri sindacati. «Aspettiamo la riapertura dei lavori parlamentari – spiega il segretario generale Sap, Nicola Tanzi – per vedere se i parlamentari manterranno le promesse fatte. Siamo fiduciosi ma se i politici non dovessero rispettare gli impegni, siamo pronti a una mobilitazione molto forte». -leggo-