Pedaggi, bocciato il governo

No del Consiglio di Stato agli aumenti decisi dall’esecutivo. Regioni e province pronte a nuovi ricorsi. Semaforo rosso per i rincari dei pedaggi in autostrada. Il Consiglio di stato ha respinto il ricorso del governo e dell’Anas contro la sospensiva, confermando quindi il divieto di aumentare le tariffe sulle autostrade e i raccordi autostradali statali. La maggiorazione tariffaria – da uno a due euro – scattata il 1° luglio era stata decisa nella manovra economica a favore dell’Anas per tagliare la spesa annuale del ministero dell’Economia nei confronti dell’azienda controllata, che si occupa della manutenzione di strade e autostrade. Il 29 luglio il Tar del Lazio – a cui avevano fatto ricorso la Provincia di Roma, quella di Rieti e quella di Pescara, alcuni Comuni del territorio romano e il Codacons – aveva sospeso il decreto e il 3 agosto il Consiglio di Stato aveva confermato la decisione con decreto cautelare. Soddisfatti gli enti locali: Regioni e Province sono già pronte a nuovi ricorsi. L’ordinanza dei giudici amministrativi stabilisce però che il blocco non è da estendere a tutta Italia, ma «solo ai singoli segmenti stradali» nei territori degli enti che hanno fatto ricorso. Gli aumenti, tuttavia, saranno congelati in tutta Italia: l’Anas infatti continuerà ad applicare su tutto il territorio nazionale la sospensione. «Anas ha ottemperato alla decisione di sospendere l’esazione già dal 4 agosto 2010», ha sottolineato il presidente Pietro Ciucci, che rimanda ogni decisione sui rimborsi a quando la giustizia amministrativa si pronuncerà in via definitiva. Intanto crolla in Italia il mercato dell’auto: ad agosto le vendite sono in flessione del 19,27%, sugli otto mesi le immatricolazioni segnano una variazione di -2,48% dopo il calo del 25% registrato a luglio, mai così male da 17 anni. -leggo-