I mostri di Venezia

Oggi parte Venezia numero 67. E il fermento culturalturistico che come ogni volta si rinnova attorno al festival dimostra che aveva ragione quasi 80 anni fa il conte Volpi di Misurata che se l’inventò perchè bisognava far qualcosa per tirar su “il Lido che xera straco”. S’inventarono la Mostra battezzandola pomposamente “d’arte cinematografica”. Anche se nei quasi 80 l’arte ha spesso latitato. Latiterà anche quest’anno? A sentire Marco Muller, direttore da otto edizioni (per nomina di ministri di centro destra), quella del 2010 sarà una “Venezia che vi conquisterà”. A leggere il programma, però, ci assale più di un dubbio. I quattro film italiani in concorso (“La pecora nera”, “La solitudine dei numeri primi”, “Noi credevamo”, “La passione”) possono essere belli o non (di sicuro sappiamo che sono tutti molto “raccomandati”). Il film d’apertura, “Black swan” di Aronofsky, può essere buono oppure orrido (a seconda se il regista mantiene il livello della sua opera penultima “The wrestler” oppure sbanda di brutto come nella terz’ultima, “L’albero della vita”). In attesa di conferme, e mentre è quasi sicuro forfait del regista iraniano Jafar Panahi (oggi avrebbe dovuto ritirare il passaporto), proviamo a darvi una guida alla rovescia, un elenco del “certamente brutto” dei personaggi e dei film accuratamente da evitare. Ascanio Celestini. Non sappiamo ancora come sarà la sua “Pecora nera” (spesso i film sono più intelligenti dei loro autori). Conosciamo però come la pensa politicamente Celestini. Ma le sue ultime esternazioni sono culturalmente inferiori a quelle di Sabina Guzzanti. Il film esce domani. Tenetevi alla larga. Kim Rossi Stuart. Lunedì 6 programmano “Vallanzasca gli angeli del male” diretto da Michele Placido. Kim ha già detto di aver interpretato il desperado degli anni ’70 come un eroe, come un contestatore del sistema. Lo ripeterà certamente a Venezia facendo arrotare le budella a Placido. E non solo a lui. “Sposerò Nichi Vendola” di Andrea Costantino. Il 6 settembre è il “Vendola day”. Per questo omaggio al presidente della Puglia, Nichi sfilerà sul tappeto rosso. E dietro di lui tutta la Puglia rossa e certamente una rappresentanza cospicua del Gay pride. E ognuno del codazzo si rammaricherà certamente che la prospettiva elezioni si sia allontanata. Altrimenti era un’occasione politica eccezionale. Last Movie. In omaggio al compianto Denns Hopper, proiettano la sua opera seconda domani in Sala Grande. I cinephiles promettono le adunate oceaniche. Povere anime. L’Hopper numero due è una puttanata. Come disse Tomas Milian a Dennis mentre lo giravano. Forse glielo disse in cubano romanesco. Dennis non capì. Forse non ha mai capito. Christian De Sica. È probabile che venga in concomitanza con la riproposta di “Amici miei” alla Retrospettiva del cinema comico italiano. E che dica che nel remake che Christian sta attualmente è stato rispettato lo spirito dell’originale scritto da Pietro Germi. La mancanza di Germi si sente anche nell’assenza delle sue reazioni violente ogni volta che sentiva puttanate. Essential killing (martedì 7). Ovvero la guerra in Afghanistan raccontata dal settantaduenne Jerzy Skolimowski. Che forse non è invecchiato bene (è comprensibile, non lavorava da dieci anni). Fatto si è che nel film l’eroe è il talebano e i cattivi i soldati americani. Fracchia la belva umana. È uno dei più brutti film della carriera di Paolo Villaggio eppure l’attore genovese l’ha scelto personalmente per la Retrospettiva del cinema comico. La ragione non può essere che una. A suo tempo, probabilmente, ci rimise quattrini di tasca sua. Forse è l’occasione per to qualche euro. Tra gli altri possibili “mostri” in arrivo: Gabriele Salvatores (che in “1960” viene a parlare male del 1960). Umberto Eco (che in “Se hai una montagna di neve tienila all’ombra” dirà la sua sulla cultura italiana negli anni di Bondi), Corrado Guzzanti (è tra gli interpreti di “Passione” ma se viene è per far dispetto alla sorella Sabina che ha già fatto la passerella a Cannes). -libero-