Telecom alza le tariffe per la clientela business

Un aumento secco del 25 per cento. La decisione è di Telecom Italia e i rincari andranno a ritoccare il contributo di attivazione una tantum per un nuovo impianto e quello per passare da un altro gestore all’operatore milanese. Tradotto in cifre, a partire dal primo ottobre, per la clientela business il contributo passerà da 80 a 100 euro iva esclusa, ovvero da 96 a 120 euro compresa l’imposta. I nuovi prezzi, riporta l’annuncio di Telecom Italia, sono comunque in attesa di essere approvati da parte dell’Autorità per le telecomunicazioni. Adusbef e Federconsumatori bollano la decisione della società presieduta da Gabriele Galatieri di Genola come «inaccettabile ». Le due associazioni ritengono che «in un momento di crisi economica, che pesa sempre più sui bilanci delle famiglie, aumentare del 25% tali costi non è giustificabile. Quali sono i motivi?», si interrogano. A giudizio delle due associazioni, inoltre, «aumentare i costi per i potenziali nuovi clienti è controproducente e pregiudica lo sviluppo e la crescita dell’azienda stessa». Quindi la richiesta a Telecom «di modificare tali decisioni» e infine l’annuncio di voler denunciare «all’Agcom tale comportamento ». Puntuale la replica di Telecom Italia. La società precisa che «come chiaramente indicato nell’annuncio» – in cui vengono comunicati, appunto, aumenti per la «clientela affari» – «il riposizionamento del contributo, fermo dal 2007, pesa soltanto sull’area business e non incide in alcun modo sulla clientela residenziale, come erroneamente sostenuto da alcune associazioni dei consumatori».