Di Pietro: Lo zittiremo ovunque, deve stare in galera

Non fosse bastata la scena patetica di lunedì – con la folla berciante a scacciare Marcello Dell’Utri dalla manifestazione culturale di Como “Parolario”, dove avrebbe dovuto legge i diari (presunti) del Duce – ieri è arrivata la benedizione politica. Antonio Di Pietro ha così commentato l’accaduto: «Le proteste sono un segnale positivo. E se personaggi come Dell’Utri vengono cacciati a suon di fischi dalle piazze, forse il risveglio sociale non è poi così lontano. C’è ancora un’Italia capace di indignarsi. Ed proprio da qui che si deve ripartire». Poi, l’ex pm ha sentenziato: «Iniziamo a zittire quelli come Dell’Utri in tutte le piazze d’Italia, perché non è lì che dovrebbero stare, ma in galera». La promessa è chiara: lo zittiremo ovunque, gli tapperemo la bocca. Niente male come lezione di democrazia da parte della meglio sinistra, quella che si sbraccia contro il “bavaglio” berlusconiano. Il senatore, dal canto suo, ha sorriso: «Mi sono risparmiato una faticaccia. Peccato per chi voleva sentire». Secondo Tonino, però, poiché Dell’Utri è stato eletto in Parlamento «grazie a una legge elettorale che il Paese non vuole », dovrebbe evitare di mostrare «le piume in pubblico. È un fatto di decenza». Avanti popolo, impedite al senatore del PdL di uscire di casa e pure di aprire bocca. Perché leggere i diari di Mussolini non è decente. Assaltare Dell’Utri invece sì. (libero)