Casilino, neonato morto dopo il parto, indaga la Procura

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla morte di Jacopo, il neonato deceduto sabato scorso al Policlinico Casilino, due giorni dopo essere venuto al mondo. Il pm Francesco Caporale ha ipotizzato il reato di omicidio colposo,ma per ora non ci sono nomi nel registro degli indagati. E mentre la cartella clinica del neonato è stata sequestrata, la Regione ha disposto l’invio degli ispettori nell’ospedale. A denunciare l’episodio sono stati i genitori del piccolo, romani di 30 e 26 anni, i quali sospettano che dietro la tragica scomparsa del figlio ci sia stata negligenza da parte dei medici. Moglie e marito hanno raccontato al pm di un diverbio sulle modalità di intervento, avvenuto prima del cesareo tra due ostetriche e una ginecologa. Ma il direttore del pronto soccorso del Casilino, Adolfo Pagnanelli, smentisce la versione della coppia: «Non c’è stata lite». Sarà la Procura, ora, a dover stabilire cosa è accaduto nelle 48 ore di vita del piccolo Jacopo. Secondo il pm, che ha disposto l’autopsia sul corpicino, anche qualora quella discussione ci sia stata non avrebbe determinato la morte del bimbo. Dalla cartella clinica risulterebbe che Jacopo era del tutto sano (pesava 3.350 chili ed era lungo 50 centimetri) e aveva i valori nella norma. Eppure qualcosa è accaduto quando il piccolo, venuto alla luce 14 giorni prima del previsto, è stato messo nell’incubatrice e intubato per problemi respiratori, forse dovuti all’ingerimento di liquido amniotico o a un problema metabolico. Poi nella notte si sarebbe inavvertitamente strappato l’ausilio meccanico e l’hanno trovato morto la mattina successiva. «Il nostro è un dolore immenso, vogliamo capire cosa ci ha portato via il nostro tesoro », hanno detto i genitori. L’avvocato Eliana Furlan ha chiesto che si faccia chiarezza «perché la mia assistita non ha mai avuto problemi in gravidanza». Il direttore Pagnanelli ha però precisato che la donna «aveva già partorito due figli con cesareo, pesa 115 chili e questo ha inciso sulle complicazioni. Quindi la nascita del bimbo era a rischio». Anche una delle ostetriche presenti al parto si difende: «Non abbiamo mai litigato, eravamo d’accordo. Questa faccenda è una montatura o una suggestione, stiamo solo scontando un “effetto Messina”». L’operatrice sanitaria ha precisato che«nonostante l’intervento fosse andato bene, già dalle prime ore di vita il bimbo dava segni di essere affetto da una patologia cronica, non dovuta al parto». Intanto la governatrice del Lazio, Renata Polverini, dovrà redigere una relazione e sarà ascoltata dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari presieduta da Leoluca Orlando. (libero)