Terremoti, all’Aquila torna la paura

La terra trema ancora. Di nuovo. A L’Aquila ieri, a un anno e mezzo dal sisma del 6 aprile 2009, è tornata la paura. Per una serie di scosse – un vero e proprio sciame sismico – che ha interessato tutto il territorio. Le scosse sono iniziate in mattinata, alle prime luci dell’alba, con epicentro tra le province dell’Aquila e di Rieti. Entrambe nettamente avvertite dalla popolazione che si è riversata in strada e ha intasato di telefonate il centralino dei vigili del fuoco. Il sisma è stato nettamente avvertito nei comuni di Borbona e Città Reale nel reatino e in quelli di Cagnano Amiterno eMontereale nell’aquilano. La prima scossa è stata registrata – dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia – alle 5 del mattino, con magnitudo 3.4. La seconda, circa quattro ore dopo, alle 9.12 e leggermente più forte: magnitudo 3.6. Lo sciame sismico si è poi fatto sentire nel pomeriggio, con altri due episodi: alle 13.45 nella zona di Monreale (magnitudo 2.3 e epicentro a una profondità di circa 9,9 chilometri) e venti minuti dopo, alle 14.05, con magnitudo 3.3 e profondità di 2,3 chilometri. CENTO CHIAMATE. Nessun danno a persone o cose, secondo quanto accertato dalla “Sala Situazione Italia” del Dipartimento della Protezione Civile. Ma tanta paura tra la popolazione, con oltre cento chiamate al numero messo a disposizione dai vigili del fuoco. «Si è trattato – dicono i pompieri – per lo più di telefonate in cui veniva chiesto cosa si doveva fare e come comportarsi in queste situazioni ». Ieri pomeriggio, a seguito del sisma, il presidente della Regione Gianni Chiodi ha indetto un vertice con i responsabili della Protezione Civile regionale. Scopo: conoscere nei dettagli la situazione del territorio a seguito delle scosse. Una riunione parallela a quella convocata, nelle stesse ore, dal prefetto dell’Aquila Giovanna Iurato per fare il punto della situazione con il primo cittadino Massimo Cialente e i sindaci dei vari comuni interessati dall’evento sismico. Gli amministratori hanno chiesto che, nelle zone in cui sono state installate le tendopoli, siano ripristinati dei container che possano accogliere le persone che, dopo gli episodi di ieri, hanno paura di restare nelle loro case, memori della tragedia dell’aprile 2009. Il sindaco di Cagnano Amiterno, Donato Circi, pur ribadendo che non devono essere creati allarmismi ha sottolineato che «indubbiamente c’è molta paura e preoccupazione: queste sono azioni preventive, dal momento che i terremoti non possono essere previsti e nessuno può sapere che cosa succederà». Il prefetto ha fatto sapere che valuterà le proposte e farà sapere nella giornata odierna se accogliere o meno le richieste dei primi cittadini. CANTIERI BLOCCATI. Intanto, a causa dello sciame sismico i cantieri della ricostruzione resteranno bloccati per duegiorni, finoa domani.Loha reso noto il Servizio Emergenza Sisma e Ricostruzione del Comune dell’Aquila, che ha emesso un’ordine di servizio per bloccare i lavori nel territorio cittadino. Il sindaco Massimo Cialente ha anche disposto la chiusura fino al 3 settembre del centro storico e delle frazioni, comprese le zone parzialmente riaperte al transito pedonale. È stata inoltre bloccata l’attività delle scuole fino al 5 settembre: si tornerà nelle scuoleenegli asili nido cittadini il 6 settembre. (libero)