Mentana, lo share raddoppia e supera il 7%

Il successo del nuovo telegiornale di La7 diretto da Enrico Mentana è nelle cifre: 7,31% di share e un milione e 490.000 spettatori per l’edizione delle 20 di lunedì scorso. Rispetto a un anno fa, il tg di La7 ha guadagnato il 4%, pari a un milione di telespettatori. «La convergenza filogovernativa dei due maggiori tg nazionali (Tg1 e Tg5, ndr) obiettivamente ci offre uno spazio commerciale e politico»: così aveva detto il direttore Mentana a Francesco Bei di Repubblica nel giorno del debutto.Queste parole per alcuni osservatori lasciavano presagire un telegiornale d’opposizione a tutto campo contro il governo e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Dopotutto era il ritorno in video del noto giornalista televisivo dopo la fine del suo rapporto con Mediaset, nel febbraio 2009, non senza polemiche. C’era molta attesa per il ritorno di “Chicco Mitraglia” al timone di un telegiornale. Ma l’altra sera sarà rimasto deluso chi si aspettava che andasse in onda una trincea di antiberlusconismo militante. Mentana, come d’abitudine da quando ha fondato il Tg5, ha puntato molto sulla cronaca, dando spazio alla vicenda della rissa tra medici nella sala parto di un ospedale di Messina che stava per costare la vita sia alla mamma che al nascituro. Nel cuore del tg Mentana si è collegato con il capofamiglia Matteo Molonìa, che si trovava a Messina. Una novità tecnica è stata rappresentata dalla diretta del tg sul canale You Tube di La 7, per venire incontro a un pubblico di giovani. Vediamola la prima scaletta del telegiornale mentaniano in verde (colore dominante dello studio): il parto di Messina, il processo breve, le opinioni sulla situazione politica dei giornalisti Filippo Facci e Marco Travaglio, la visita in Italia del presidente libico Gheddafi, le corse clandestine di moto nel Salento, la strage dirom inSlovacchia, leultime dal calciomercato. Una cifra politica del telegiornale di Mentana può essere ravvisata in due servizi di approfondimento. Il limite più comune che molti spettatori rimproverano ai tg è di non spiegare bene le notizie di cui trattano. Nelle case degli italiani, sotto l’incalzare quotidiano degli eventi, spesso piovono parole e storie che sono ignorate da molti. Ed ecco allora che il Tg di La7 spiega perchè il progetto legislativo sul processo breve prema molto al presidente del Consiglio Berlusconi. L’altro approfondimento riguarda gli intrecci economici tra Italia e Libia in vari settori, dal petrolio alle banche. Nel capitolo Gheddafi, il direttore Mentana infila anche lo scoop di due giornaliste “infiltrate” tra le hostess cui il presidente libico ha fatto la predica sulle “magnifiche sorti e progressive” dell’islam. Fa parte dello show biz, perché in televisione si tratta anche di questo, il sipario galante del direttore con Luisella Costamagna, conduttrice della trasmissione In onda, subito dopo il notiziario. Si parla, guarda caso, di informazione televisiva, ospiti Gad Lerner e Vittorio Feltri. L’altro conduttore della trasmissione, Luca Telese, invita Mentana in diretta a partecipare alla trasmissione. Certamente la presenza in video del fondatore del Tg5 traina la fascia informativa di La7. Torniamo un po’ indietro nel tempo, 11 novembre 2004, al termine dell’edizione delle 20 del Tg5. Dopo l’ultimo servizio di Toni Capuozzo, Mentana guarda nella telecamera e annuncia in diretta: «Questa sera termino il mio lavoro al Tg5». Dopo un accorato intervento, il direttore saluta così il suo pubblico: «Ci lasciamo con un sorriso e permettetemi di salutarvi nel modo più familiare: ciao». (libero)