Carla Bruni come Sakineh

La première dame è scesa in campo per Sakineh, condannata a morte. Gelo fra i due paesi «Carla Bruni merita la morte» Carla Bruni-Sarkozy è un «prostituta» e perciò meriterebbe di morire proprio come Sakineh Mohammadi Ashtiani, l’iraniana di 43 anni, da quattro in carcere, che rischia la morte per lapidazione come adultera e complice nell’uccisione del marito. Il giornale iraniano Kayhan, ultraconservatore e strettamente legato al governo di Mahmud Ahamdinejad, ha bollato così – dopo aver preso in esame gli «antecedenti di vita» e le «illecite relazioni con altre persone» – la Première dame di Francia, colpevole di aver mandato all’aria il precedente matrimonio del presidente, ma soprattutto di aver preso le difese di Sakineh, condannata a seguito di una forzata confessione. E per motivazioni e metodi che a buona parte dell’Occidente e dei Paesi musulmani moderni sembrano oggi inaccettabili. «Inaccettabile» è infatti stata definita, dal ministero degli Esteri francese, la campagna di stampa di Kayhan, supportata anche dalla tivù nazionale. E «Orrenda», dal capo della Farnesina, Franco Frattini, perché – oltre a tutto – il giornale iraniano ha specificato che la «prostituta» Bruni è «italiana». Cauta la replica ufficiale dell’Iran, dal portavoce del ministro degli Esteri, Ramin Mehmanparast, che ha fatto sapere come «la Repubblica islamica non approvi l’insulto contro i responsabili di altri Paesi», invitando i propri media a «fare attenzione». Di fatto in Iran non hanno preso bene l’interessamento di diversi Paesi europei, e della Francia in primo luogo (con una petizione pubblica sostenuta da personaggi famosi, tra i quali Isabelle Adjani, definita da Kayhan «l’attrice francese dalla morale corrotta») a difesa della vita di Sakineh. Ma in ballo ci sono altre e più vecchie ruggini, come la posizione del presidente Nicholas Sarkozy da sempre contraria al programma di proliferazione nucleare dell’Iran. (leggo)