Gheddafi: L’Islam sia la religione dell’Europa

«L’Islam sia la religione di tutta Europa» e perché sia così «la Turchia deve entrare nella Ue». La visita di Muammar Gheddafi a Roma tra affari e celebrazioni, inizia con uno show provocatorio. Chiama a raccolta nella villa del suo ambasciatore 500 ragazze, regala loro il Corano, elogia l’Islam e ne converte tre. L’islamizzazione dell’Europa per il colonnello passa attraverso le ragazze italiane. È a loro, a questa folla di studentesse, belle, giovani, cui viene richiesto dall’agenzia che le mette a disposizione dell’incontro, la Hostessweb, di presentarsi con abbigliamento sobrio e tacchi vertiginosi, che Gheddafi parla di Maometto, delle donne e l’Islam e di come in Libia possano fare gli stessi lavori degli uomini. E se all’inizio della sua seconda lezione sul Corano (la prima era avvenuta durante la visita dello scorso novembre) chiede alle ragazze radunate «chi si vuole convertire all’Islam alzi la mano», a conclusione della sua arringa pro Islam spiega anche che il primo passo perché la religione musulmana diventi quella di tutta Europa, è l’ingresso della Turchia nella Ue. Alla fine di quasi tre ore di lezione, Gheddafi ne converte tre seduta stante. Una specie di ”rito veloce” riferiscono alcune delle partecipanti aggiungendo che «è stata una conversione spontanea». Le tre neo musulmane, due romane ed una spagnola, escono insieme dall’Accademia libica con il tipico velo, il chador nero, non una parola dalle loro bocche. Ma la regola del silenzio imposto alle avvenenti hostess l’ha fatta da padrone per l’intera mattina. Perfino del compenso, ricevuto (70-80 euro), non potevano parlare. Nel pomeriggio, all’uscita, le ragazze si sbottonano un po’ di più e tra quelle che dicono che Gheddafi ha fatto loro «una bella impressione», che «è stato gentile » ed ha offerto a tutte «pizza e tramezzini», ce n’è anche qualcuna contrariata. «Sono scioccata, non è possibile che la gente venga pagata per ascoltare queste assurdità. Non voglio mai più partecipare ad una cosa del genere» racconta una studentessa romana di Legge. La giornata di impegni privati del colonnello è subito svelata quando intorno alle 11, lungo via Cortina d’Ampezzo cinque pullman bianchi, scaricano gruppi di fanciulle e sparuti maschietti con giacca e cravatta. Intanto, all’aeroporto di Ciampino, il colonnello si fa attendere e arriva con oltre un’ora di ritardo rispetto al programma. Il tempo di salutare il ministro degli Esteri Franco Frattini, che il dittatore scortato dalle immancabili amazzoni in tuta mimetica parte con tutto il codazzo di macchine e scorte alla volta della residenza dell’ambasciatore. Ad aspettarlo ci sono le signorine in camicetta bianca e gonna nera, tra l’altro spazientite dall’attesa sotto il sole, tanto che due si sentono male e altre due se ne vanno. Ci penserà qualcun altro a scaricare i quattro airbus con cui Gheddafi è arrivato. Due, dirottati su Fiumicino, trasportano i cavalli berberi per i festeggiamenti di questa sera nella caserma ”Salvo D’Acquisto” con Silvio Berlusconi. Motivo ufficiale della visita del colonnello infatti, l’anniversario della firma del Trattato d’Amicizia tra Libia Italia. Allo spettacolo dei cavalli arabi e del carosello dei carabinieri, seguirà un ricevimento con 800 invitati offerto dal premier. Il nuovo show messo in piedi da Gheddafi al suo arrivo a Roma ha immediatamente riacceso interrogativi e polemiche sugli spericolari rapporti internazionali di Berlusconi. Protesta l’Udc per l’ennesima sceneggiata del Colonnello. «Come mai i leghisti non s’indignano – si chiede il senatore D’Alia – sull’ultima perla del dittatore libico, quella sull’Islam religione d’Europa? Forse anche Bossi, dopo Berlusconi, ha chinato la testa alle cattive abitudini del leader libico e pensa di mandargli miss Padania a sollazzarlo?». Dal Carroccio trapela però solo un impotente imbarazzo. Per il senatore Stiffoni, Gheddafi è come Boumedienne, l’allora presidente algerino secondo cui sarebbe stato «il ventre delle donne a dare loro la vittoria». Stiffoni mette in guardia dalla minaccia islamica per l’Europa e accusa la nostra «molliccia determinazione ». Rosy Bindi (Pd) accusa Berlusconi di rendersi complice di una nuova violazione della dignità delle donne. «Solo nell’italietta berlusconiana che si compiace di barzellette e battute misogine», dice, è possibile una celebrazione così imbarazzante sul palcoscenico offerto dal governo. E Livia Turco chiede che il Cavaliere informi il Parlamento sul contenuto dell’incontro. Leoluca Orlando (Idv) invita Berlusconi a chiedere al Colonnello di riaprire l’ufficio dei rifugiati dell’Onu a Tripoli. «Il dittatorello nostrano – accusa poi – si dice liberale, ma poi appoggia regimi come quello di Gheddafi dove si pratica la tortura, lo stupro e ogni diritto umano è violato». (D’Aprile ilpiccolo)