Consulenze d’oro in Comune, Moratti assolta

Nessun reato dietro le nomine dei dirigenti comunali. Si chiude con l’archiviazione (su richiesta dello stesso pm Alfredo Robledo) l’inchiesta sulle «consulenze d’oro» a Palazzo Marino che vedeva indagato il sindaco Letizia Moratti e 4 suoi collaboratori. Cadute le accuse di abuso d’ufficio (per il sindaco), concussione e truffa. Il gip Maria Grazia Domanico ha archiviato l’inchiesta ma ha censurato il comportamento della giunta: «Incarichi affidati in modo poco trasparente». Il giudice ha spiegato che le nuove nomine possono essere considerate un caso di «spoil system» effettuato con «modalità di rimozione» dei dirigenti «censurabili sotto diversi profili». Ma da parte degli indagati non ci sono stati «comportamenti minacciosi e men che meno violenti» (alcuni dirigenti epurati avevano parlato di mobbing) e l’azione della giunta non ha «travalicato il limite dell’illecito penale». Nessun reato, quindi, anche se il giudice ha ribadito la correttezza dell’azione della Corte dei conti che il 14 gennaio 2009 ha sanzionato l’operato della Moratti e dei suoi collaboratori. Critica l’opposizione che ha chiesto le «scuse del sindaco alla città». Soddisfatta, invece, Letizia Moratti: «Ho sempre avuto fiducia nei giudici: anche la magistratura ha verificato la correttezza e la validità del nostro operato».