Si sdraia davanti al Tir il camionista parte e lo travolge

«Tu qui non passi se prima non mi ripaghi lo specchietto che mi hai danneggiato». Si è sdraiato a terra davanti al Tir ma il camionista ha innestato la marcia e lo ha travolto, uccidendolo. Una tragedia assurda, quella avvenuta l’altra notte alla barriera autostradale di Vipiteno, Alto Adige. Vittima un commerciante abruzzese, Moreno Mariani di 49 anni, originario di Castellafiume (L’Aquila) ma residente a Roma. A ucciderlo davanti alla sua compagna, un camionista rumeno, finito in carcere a Bolzano con l’accusa di omicidio volontario: Benjamin Bogdan, 30 anni, dipendente della ditta di trasporti spagnola Sm Transinternational Express. Il duello stradale è stato originato da un piccolo incidente avvenuto verso l’1.20 della notte di giovedì nell’area di servizio Trens, corsia Nord dell’Autobrennero poco prima di Vipiteno. Secondo una prima ricostruzione, il Tir in manovra nel piazzale avrebbe urtato il furgone Ducato con a bordo Mariani e la compagna di 45 anni, strisciandone la fiancata e danneggiando uno specchietto retrovisore. La coppia si era appisolata nel furgone. L’uomo è sceso scagliandosi contro il camionista e quest’ultimo, anziché fermarsi, si sarebbe rifiutato di fare la constatazione amichevole, rientrando in autostrada e proseguendo verso Nord. Profondamente irritato, Mariani si è messo all’inseguimento: ha chiamato la Polstrada, ha superato il camion e l’ha atteso alla barriera di Vipiteno, un ampio piazzale abbastanza illuminato. Qui Mariani avrebbe voluto costringere il camionista a scendere dal mezzo per fare la constatazione amichevole. A questo punto, ma la ricostruzione della dinamica è ancora in corso, Bogdan non avrebbe affatto manifestato l’intenzione di discutere con Mariani e questi, in senso di sfida, si sarebbe sdraiato a terra, proprio davanti al mezzo pesante, per impedirgli di proseguire. Secondo l’accusa che l’ha portato in carcere per omicidio volontario, Bogdan lo avrebbe volutamente travolto e ucciso. Il commerciante è rimasto agganciato con la cintura alla parte anteriore della motrice e trascinato sotto le ruote. Alla Polizia accorsa poco dopo il dramma, l’autotrasportatore rumeno ha dichiarato di non essersi accorto della presenza di quel corpo sull’asfalto: «Era buio». Con lui viaggiava anche un altro camionista: interrogato, avrebbe supportato la versione dell’incidente involontario ma cadendo più volte in contraddizione. La tesi della tragedia non voluta è contraddetta dal sopralluogo e dalla ricostruzione del magistrato. La compagna di Mariani non avrebbe assistito direttamente al dramma, essendo rimasta a bordo del furgone. La donna – molto scossa – ha comunque fornito elementi che avvalorano la volontà omicida. La coppia si recava in Germania in vacanza. (Cagnan ilpiccolo)