E’ scontro sul nuovo Ulivo tra Bersani e Berlusconi

Il Partito democratico ricomincia dall’Ulivo. Piace al centrosinistra e a tutte le anime dei democratici, ex popolari esclusi, la svolta di Pierluigi Bersani che dice addio all’Unione, lancia il nuovo Ulivo e l’Alleanza democratica per chiudere la stagione del berlusconismo. Immediata la replica del premier. «Mai più ammucchiate del passato», attacca, bocciando anche proposte di governi di transizione. Per Berlusconi tutto ciò che è successo durante l’estate è solo «teatrino dove le chiacchiere prevalgono sui fatti», mentre il governo nonostante le fibrillazioni della maggioranza andrà avanti. Parla ancora Bersani: «Adesso no, adesso basta. La mia è una proposta politica chiara e precisa. La sua, è un’ammucchiata ». «È lui che sta pretendendo di governare con una compagnia che si insulta tutti i giorni. Si manganellano tutti i giorni. Questa è una ammucchiata, la sua è una ammucchiata» ripete Bersani, parlando con i giornalisti alla festa del Pd di Pontelagoscuro (Ferrara). Archiviando il partito a vocazione maggioritaria di Walter Veltroni, il segretario del Pd lancia le nuove parole d’ordine per il popolo del centrosinistra con una lettera manifesto a ”Repubblica”, nella quale scrive: «Ora suoneremo le nostre campane ». La stagione del berlusconismo non è ancora finita e il consenso per Berlusconi «è ancora largo» ma diventa «sempre più labile anche nella percezione dei ceti popolari », premette Bersani. Il Pd, in quanto partito maggiore dell’opposizione, deve indicare una strada che «colleghi l’iniziativa di oggi alla sfida del domani». Bersani rilancia l’idea di un governo di transizione per rifare la legge elettorale, ridando ai cittadini «lo scettro» e poi tornare al voto, in tempi brevi. L’Alleanza potrebbe servire a «sconfiggere una interpretazione populistica e distruttiva del bipolarismo e per riaffermare i principi costituzionali ». Per uscire dal berlusconismo è necessario l’impegno leale e coeso di tutte le forze progressiste in un percorso che dovrebbe «lasciare definitivamente alle spalle l’esperienza dell’Unione e prendere la forma e la coerenza di un nuovo Ulivo». Non esclude Casini, Montezemolo («assolutamente ») e nemmeno Fini: a precisa domanda riguardo al nome del leader del Fli, il segretario del Pd da Pontelagoscuro nel ferrarese, allarga le braccia e dice «a tutti quelli che…». Nel Pd è Beppe Fioroni l’unico a storcere il naso. «Io ritengo che un’alleanza da Ferrero a Fini sia qualcosa di complesso, di poco comprensibile, di molto poco serio», dice l’ex ministro della Pubblica istruzione, che molti ritengono già un passo fuori dal partito. Per il resto il segretario sembra aver convinto il partito e i possibili alleati. «Quella di Bersani è una proposta forte che accelera la costruzione di un’alternativa», dice Piero Fassino. E apprezzamento esprime anche il deputato veltroniano Walter Verini a cui è piaciuta sia la riaffermazione del bipolarismo che il richiamo all’Ulivo del ’96. Verini però confessa anche rammarico per il tempo sprecato. «Se il Pd avesse portato avanti con determinazione lo spirito del Lingotto a 3 anni di distanza e con la crisi drammatica del berlusconismo, forse il nuovo Ulivo ci sarebbe già stato», dice. «Siamo contenti che Bersani voglia ricostruire un nuovo Ulivo per rilanciare un’alleanza democratica, ma a un patto: che si passi attraverso le urne», avverte Antonio Di Pietro, leader dell’Italia de valori. «Si riapre la strada non solo per creare un’alternativa al centrodestra che ha messo in ginocchio il Paese ma per chiudere definitivamente la stagione del berslusconismo», aggiunge Angelo Bonelli dei Verdi. Da Rifondazione Bersani incassa un sì all’alleanza per sconfiggere Berlusconi e un no a un nuovo Ulivo. Ma Cesare Salvi, della Federazione della sinistra, dichiara del tutto condisivibile la proposta. Attenzione da Casini: «Mi sembra positiva l’intenzione di riorganizzare l’area della sinistra democratica, condivisibile per noi anche il tema di restituire ai cittadini la responsabilità nell’indicare i propri parlamentari ». (Berlinguer ilpiccolo)