Sardegna, bagnante uccisa da una medusa

Arresto cardiocircolatorio dovuto a choc anafilattico a seguito della puntura di una medusa. Una reazione del tutto imprevedibile e soggettiva, ma fatale per Maria Furcas, una donna di 69 anni morta sulla spiaggia di Porto Tramatzu, in Sardegna, dopo essere stata toccata dai tentacoli di una Physalia physalis. Sarebbe il primo caso di puntura mortale accaduto nel Mediterraneo. Quando ieri mattina la signora, originaria di San Nicolò Gerrei, provincia di Cagliari, si è sentita male uscendo dall’acqua dopo una nuotata, la reazione allo sfioramento con i tentacoli della medusa era già in corso. Prima dell’arrivo dei soccorsi Maria Furcas era già morta. Ben visibile sulla sua coscia destra una bruciatura, tipica dell’incontro ravvicinato con l’animale planctonico secondo il medico del Servizio 118 che al magistrato ha consegnato un referto che non lascia dubbi: infarto da choc anafilattico. Un caso davvero raro, anzi il primo nelle acque del Mediterraneo, sufficiente però a scatenare il panico tra i bagnanti di Porto Tramatzu, a Villaputzu, che hanno dato inizio alla caccia della "medusa-killer", identificata con la Physalia, anche detta "caravella portoghese". «Non c’erano mai stati casi di punture mortali di medusa nel Mediterraneo. Questo è il primo» afferma il massimo esperto in materia, il biologo Ferdinando Boero, dell’Università del Salento. Il professore rivela che già all’inizio di agosto era scattato l’allarme perché la sua presenza nelle acque spagnole di Costa Blanca, intorno ad Alicante, si era intesificata al punto da dovere chiudere le spiagge. «La Caravella portoghese – aggiunge Boero – entra nel Mediterraneo dalle acque di Gibilterra. È un sifonoforo che galleggia, con un’enorme vescica d’aria. Il corpo dell’animale non è molto grande ma i tentacoli possono essere lunghi anche 20 metri. Punge in un solo punto con un lungo tentacolo ». A correre il rischio di morire per una reazione da contatto con le meduse sarebbe, secondo Domenico Schiavino, allergologo del Policlinico Gemelli, «lo 0,5% della popolazione italiana ». Si tratta di soggetti, conclude il professore, che «non producono anticorpi in quantità, mentre mettono in moto l’istamina, sostanza che li rende più sensibili al contatto con agenti urticanti ». (ilpiccolo)