Verme asiatico nella tartare, venti persone intossicate

«Se fosse confermato che si tratta di clonorchis sinensis, ci troveremmo davanti a un ulteriore preoccupante effetto della globalizzazione alimentare. Questo verme parassita è infatti tipico del pesce di acqua dolce asiatico, in particolare di Cina e Sud-Est Asiatico». A spiegarlo è Maria Caramelli, direttore sanitario dell’Istituto zooprofilattico del Piemonte, che sta compiendo le analisi sul pesce responsabile dell’intossicazione che ha colpito 20 persone che lo avevano mangiato crudo in Val d’Aosta. Altre 80 sono ritenute a rischio. «Oggi avremo i risultati, e vedremo se si tratta effettivamente di clonorchis o di opis torchis». Entrambi i parassiti sono dannosi, perché «entrano nel fegato e nelle vie biliari provocando lesioni difficilmente diagnosticabili. I sintomi: l’ingrossamento del fegato, la colicistite, dolore al fianco destro, ittero e febbre. Il contagio non avviene tra uomo e uomo, ma solo mangiando il pesce contaminato, crudo o poco cotto». Nel caso specifico si tratta di «una trota iridea in carpione e non una carpa marinata».