Melfi, i tre licenziati lasciano la fabbrica, la Fiat non li vuole al lavoro

Melfi, i tre licenziati lasciano la fabbrica, la Fiat non li vuole al lavoro Avrebbero solo potuto svolgere attività sindacale. ‘Ci appelliamo a Napolitano’, dicono i tre. Fiom proclama un’ ora di sciopero Sono entrati in fabbrica e dopo circa due ore ne sono usciti i tre operai dello stabilimento Sata di Melfi licenziati dalla Fiat, reintegrati dal giudice del lavoro e invitati dall’ azienda a starsene a casa. La decisione di far uscire gli operai e’ stata presa dai legali della Fiom, dopo che un avvocato e un ufficiale giudiziario sono entrati in fabbrica, dove hanno avuto conferma che la Fiat accetterebbe la loro presenza a patto che i tre occupino una saletta e svolgano solo attivita’ sindacale, senza tornare al lavoro sulle linee di produzione. La Fiom ha proclamato un’ ora di sciopero contro la decisione della Fiat di non far tornare alla catena di montaggio i tre operai . Un applauso dei lavoratori aveva salutato l’ingresso in fabbrica di Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli. Dopo aver passato i tornelli i tre, accompagnati dagli avvocati, da un ufficiale giudiziario e da due dirigenti della Fiom, erano stati però bloccati nel gabbiotto della sicurezza dello stabilimento di Melfi. Gli operai avevano ricevuto una lettera dell’azienda che li invitava a non presentasi al lavoro fino al sei ottobre, giorno in cui è fissata l’udienza d’appello alla sentenza che aveva stabilito il loro reintegro. -la7-