Cossiga, da Capezzone a D’Alema

"Con la scomparsa di Francesco Cossiga l’Italia perde non solo un protagonista di un cinquantennio di storia politica ma una voce libera, mai conformista, ma omologata alla banalità o al ‘politically correct’".Così il commento di Daniele Capezzone, portavoce del PdL. "Esprimiamo – a nome personale e del gruppo – alla famiglia e al figlio Giuseppe, il nostro più profondo cordoglio per la scomparsa del presidente Cossiga una delle poche voci libere e anticonformiste del Paese", ha detto Cicchitto capogruppo del Pdl alla Camera."Scompare un grande servitore dello Stato, un grande uomo politico, un grande maestro", per il sottosegretario Bonaiuti. "Cossiga è stato tra i politici della prima Repubblica quello che più di altri intuì la crisi, il fatto che con la fine dell’89 sarebbe entrato in crisi tutto il sistema. E lui spinse per il cambiamento. Lo fece anche forzando i limiti costituzionali ma anche dimostrando lungimiranza e una capacità di analisi politica fuori dal comune". Lo dice D’Alema, presidente del Copasir ricordando Cossiga come "un uomo aperto, di sentimenti alterni ma con una passione politica". "Entrambi avevamo attaccato manifesti da ragazzi".