Sequestro di beni per 800 milioni a Michele Aiello

Ottocento milioni di euro. Questo è il valore del beni che due giorni fa sono stati confiscati dai Carabinieri di Palermo al ras delle cliniche Michele Aiello, condannato in appello, agli inizi di quest’anno, per associazione mafiosa, corruzione e truffa aggravata a quindici anni e sei mesi di carcere, nell’ambito del processo “Talpe in Procura” (lo stesso che ha visto anche la condanna per favoreggiamento mafioso dell’ex Presidente della Regione siciliana Totò Cuffaro). Aiello, che secondo il pentito Giuffré era diventato il fiore all’occhiello del boss Bernardo Provenzano e dei mafiosi di Bagheria, nel 2000 risultava essere il maggior contribuente siciliano. Perfetto punto di riferimento per Cosa Nostra, che nelle numerose attività imprenditoriali del manager ha investito ingenti somme di danaro. Il patrimonio confiscato comprende un bel po’ di società che spaziano dal settore sanitario a quello delle costruzioni (con cui Aiello ha iniziato la sua attività di imprenditore), fino ad arrivare alla Bagheria calcio srl ( di Michele Aiello possedeva il 97 per cento del capitale sociale). Alle società bisogna aggiungere anche veicoli industriali, autovetture, appartamenti, terreni e ville di lusso. Il provvedimento, frutto degli accertamenti patrimoniali della sezione prevenzione dei Carabinieri, è stato emesso dal Tribunale di Palermo che ha anche disposto per Aiello la misura delle sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per due anni e sei mesi. (Giuseppe Giustolisi, ilfatto)