Evasi Bollate, preso l’evaso delle scuse

E’ durata solo 50 ore la fuga di Pasquale Pagana, il 35enne evaso lo scorso mercoledì dal carcere milanese di Bollate. La polizia lo ha trovato a casa della suocera, in compagnia della moglie, nel complesso popolare di viale Fulvio Testi, 308 a Milano. Quando gli agenti hanno bussato alla porta, Pagana ha minacciato di gettarsi dall’ottavo piano. Poi, ormai senza scampo, ha deciso di consegnarsi al dirigente del commissariato Greco-Turro, Manfredi Fava. Prima di evadere insieme al complice Pasquale Romeo (ancora in fuga), aveva lasciato una lettera di scuse alla direttrice del carcere per i «guai» che quella doppia evasione avrebbe provocato. E ieri davanti agli agenti ha ammesso di aver compiuto due rapine, subito dopo aver rubato l’auto usata per la fuga. Prima con un sasso ha cercato di sfondare la vetrina di una gioielleria, ma è stato messo in fuga dall’allarme, poi giovedì sera ha rubato 530 euro a una farmacia. Soldi spesi immediatamente in cocaina. Le notti, invece, le ha passate tra i clochard della stazione Centrale.