La Nazionale di Prandelli tanti giovani pochi big

Tante le novità nelle prime convocazioni della Nazionale di Cesare Prandelli: i talentuosi discoli Cassano e Balotelli, l’oriundo Amauri, e un totale di otto calciatori alla prima assoluta in azzurro. Forze fresche, a fronte di assenti illustri come Gilardino, Di Natale e Pazzini. Convitati di pietra nell’Italia che martedì 10 a Londra affronterà in amichevole la Costa D’Avorio, nella prima gara dell’era Prandelli. I 23 convocati confermano la linea, ampiamente annunciata, dell’ex tecnico viola: rinnovare profondamente la squadra e recuperare i (pochi ) giocatori di classe. Solo nove i reduci dal Sudafrica, uno dai Mondiali in Germania, De Rossi. Prandelli ha rimescolato nomi e prospettive, perché dopo il disastro azzurro ai Mondiali serviva un vistoso cambio di rotta. E allora spazio al ritorno di Cassano e alla “prima” di Balotelli in Nazionale maggiore. Assieme a lui, altri sette esordienti: il portiere Viviano, i difensori Lucchini, Astori, Antonini e Molinaro, il centrocampista Lazzari e Amauri. La più rumorosa delle sorprese, visto il disastroso rendimento del brasiliano, naturalizzato italiano, nella stagione scorsa. Prandelli vuole rilanciarlo, forse contando sulla voglia di rivalsa del suo club, la Juventus. Colpiscono anche le convocazioni di Motta, riserva nella Roma nel campionato scorso, e di Molinaro, non esaltante nello Stoccarda. Interessante la scelta di Astori, centrale del Cagliari (in comproprietà con il Milan) di grandi prospettive, che ha fatto ottime cose nel torneo passato. Infortunati Buffon, Criscito e Pirlo, gli altri big hanno pagato dazio. Prandelli ha salvato solamente Quagliarella tra i “sudafricani”. Pollice verso nei confronti di Gilardino, centravanti titolare con Lippi, e per Pazzini. Un chiaro monito per tutti i big: d’ora in poi, il curriculum e gerarchie consolidate non basteranno per essere convocati in azzurro. Bocciato anche Di Natale, per via dell’età. Fiducia a Borriello, ripescaggio per Giuseppe Rossi: un altro talento da rivitalizzare. Questa la prima, nuovissima Italia di Prandelli. Il rifondatore, che non ha paura di dire dei fragorosi no.