Balducci a giudizio anche per i lavori dei mondiali di nuoto

A pochi giorni dalla richiesta di giudizio immediato della procura di Roma per la vicenda della Scuola Marescialli di Firenze, l’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci – detenuto per la vicenda degli appalti del G8 – si ritrova un’altra tegola sulla testa: i pm di Piazzale Clodio infatti lo hanno citato in giudizio per i presunti abusi edilizi nella realizzazione degli impianti sportivi in occasione dei mondiali di nuoto del 2009. Con lui sono state citate altre 32 persone. Il processo inizierà il 5 aprile 2011: con Balducci si presenteranno in tribunale Claudio Rinaldi, ex commissario straordinario per i mondiali di nuoto, e Giovanni Malagò all’epoca presidente del comitato organizzatore dei mondiali. Proprio Malagò, commentando in serata la notizia, ha affermato di non voler «fare del vittimismo » ma che «non farò più nulla di pubblico per questo Paese finchè non sarà stata fatta luce su questa vicenda». Con Balducci, Rinaldi e Malagò andranno a giudizio Simone Rossetti, gestore del Salaria Sport Village, il centro di benessere citato in alcune intercettazioni sul caso G8 riguardanti Guido Bertolaso, e l’architetto Angelo Zampolini, già direttore dei lavori del Salaria Sport Village nonchè uno dei principali indagati nella più ampia inchiesta nei cosiddetti ‘grandi eventì finita al vaglio della Procura di Perugia in seguito al coinvolgimento dell’ ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro. «Quello che importa è gettare fango sempre e comunque» commenta il Dipartimento della Protezione Civile in relazione alle notizie che hanno chiamato in causa il capo del Dipartimento. «Nè Guido Bertolaso nè altri funzionari della Protezione Civile – proseguono da via Ulpiano – hanno nulla a che spartire con la vicenda giudiziaria relativa ai mondiali di nuoto». I pm Sergio Colaiocco e Delia Cardia hanno contestato i reati di abusivismo edilizio. Nell’ambito dell’indagine di Piazzale Clodio sono finiti sotto sequestro una decina di strutture, circoli ed impianti sportivi, oggetto di lavori in occasione della competizione sportiva del 2009. Tra questi proprio oggi è stato posto sotto sequestro il circolo sportivo Acquaniene. Il provvedimento cautelativo è stato disposto dal gip Donatella Pavone che ha accolto le richieste dei pm Colaiocco e Cardia. Alla struttura sportiva erano già stati apposti i sigilli lo scorso anno. Si tratta dell’ottavo impianto sequestrato su un totale di quindici ‘attenzionatì dai pm di Roma. Nel provvedimento di sequestro il giudice per le indagini preliminari afferma che l’Acquaniente è «un centro sportivo che esercita in realtà un’attività commerciale altamente redditizia… ne consegue che l’opera non è destinata alla soddisfazione dell’ interesse pubblico» fermo restando il permanere dell’assenza di un titolo edilizio conforme alla normativa vigente. L’inchiesta sui presunti abusi edilizi nella realizzazione di impianti sportivi, piscine e strutture varie in occasione dei mondiali di nuoto del 2009 è una delle ”costole” dell’inchiesta sui cosiddetti Grandi eventi, il cui filone principale, dopo il coinvolgimento dell’ ex procuratore aggiunto di Roma Achille Toro, è finito al vaglio della magistratura di Perugia. Copia degli atti dell’inchiesta dei Pm romani sono stati trasmessi alla Procura regionale della Corte dei conti. -il piccolo-