Mondiali di nuoto, 33 indagati con Malagò anche Balducci

È il più grande circolo sportivo della capitale: 21mila metri quadri destinati ai mondiali di nuoto del 2009. Dietro l’apparenza, però, c’è dell’altro. “L’Acquaniene è un centro sportivo che esercita in realtà un’attività commerciale altamente redditizia. L’opera non è destinata alla soddisfazione dell’interesse pubblico”, scrive il gip della procura di Roma, Donatella Pavone, che ieri ha accolto la richiesta, formulata dai pm Sergio Colaiocco e Delia Cardia, per la citazione al giudizio immediato di 33 indagati. Il processo inizierà l’11 aprile 2011 e rappresenta l’ennesima stretta giudiziaria intorno alla “cricca”. Tra gli indagati infatti, in quest’indagine per i presunti abusi edilizi, legati alle strutture che ospitarono i mondiali di nuoto del 2009, c’è Angelo Balducci, l’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, indagato a Perugia per corruzione e attualmente agli arresti domiciliari. Soltanto pochi giorni fa, per un’altra vicenda legata all’inchiesta sui “grandi eventi” e il “G8” – quella della “Scuola dei marescialli” di Firenze – la procura di Roma aveva chiesto il suo giudizio immediato. E anche nel caso del circolo Acquaniene, Balducci, si ritrova in compagnia di gran parte della cricca. In tribunale dovranno presentarsi anche Claudio Rinaldi e Angelo Zampolini. Il primo è l’ex commissario straordinario per i Mondiali di nuoto, mentre il secondo è l’architetto che, per conto dell’imprenditore Diego Anemone, dice di aver versato 900mila euro in assegni per la casa con vista sul Colosseo che, l’ex ministro Claudio Scajola, acquistò nel 2004. A Perugia, Rinaldi e Zampolini, sono indagati nel filone relativo a reati di corruzione, abuso d’ufficio e riciclaggio. A giudizio – per gli abusi edilizi dei mondiali di nuoto – andrà anche Simone Rossetti, che gestiva il Salaria Sport Village e il centro benessere frequentato da Guido Bertolaso per farsi massa ggiare. Il personaggio chiave dell’indagine sul circolo Acquaniene, però, è Giovanni Malagò, ex presidente del comitato organizzatore dei Mondiali: “Non farò più nulla di pubblico per questo Paese – ha detto ieri l’imprenditore – finché non sarà stata fatta luce su questa vicenda”. Per il circolo Acquaniene non si tratta del primo sequestro. I sigilli furono apposti, per la prima volta, già lo scorso anno e le indagini hanno coinvolto una decina di strutture sportive. “Non abbiamo ricevuto un centesimo di contributo pubblico”, ha commentato Malagò. “L’impianto – ha aggiunto – è costato 18 milioni finanziati con un mutuo a carico del Circolo inaugurato il 24 apr ile”. Un’inaugurazione che guadagnò i titoli dei giornali locali, grazie alla presenza di ospiti illustri, come il presidente del Tar Lino De Lise, molto amico di Balducci. Il sospetto che non tutto fosse in ordine, però, non venne soltanto ai pm, ma anche agli uomini vicini agli indagati. “Sai che hanno chiuso tutti i circoli a Roma?”, dice nel 2009 Patrizio Cuccioletta, alto dirigente del ministero delle Infrastrutture, parlando con Fabio de Santis, soggetto attuatore delle opere per il G8 alla Maddalena, indagato nell’inchiesta sulla “cricca”. “Ma lo sai che hanno fatto un albergo all’Aniene?”, continua Cuccioletta. “Sì”, risponde De Santis, “perchè con il discorso delle foresterie…”. E Cuccioletta conclude: “Ma che sono matti!”. -ilfatto-