Miller e Martone: mai pressioni su istituzioni

Respingono l’ipotesi di aver fatto pressioni e sostengono di aver partecipato alla cena in casa del coordinatore del Pdl Denis Verdini non sapendo che ci fosse anche Flavio Carboni. Sono le versioni date ieri agli inquirenti che indagano sulla P3 da Arcibaldo Miller, capo degli ispettori del dicastero della Giustizia, e Antonio Martone, ex avvocato generale della Corte di Cassazione. Entrambi sono stati sentiti come testimoni, dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli. «Non ho mai esercitato pressioni sulle istituzioni » ha aggiunto Miller nel corso dell’atto istruttorio. Nelle carte processuali il suo è citato, tra l’altro, a proposito dei tentativi di avvicinamento, da parte del gruppo riconducibile a Carboni, dei giudici della Consulta in vista dell’esame del ricorso del Lodo Alfano e con riferimento alla ventilata ispezione, mai disposta, alla Corte di Appello di Milano dopo l’esclusione della lista «Per la Lombardia» di Roberto Formigoni. Miller ha aggiunto che alla cena a Palazzo Pecci Blunt si parlò della sua possibile candidatura alla presidenza della Regione Campania. Martone, a sua volta indicato nelle carte in mano agli inquirenti con riferimento alle presunte pressioni ai giudici della Consulta, ha dichiarato di essere estraneo a tale ipotetico progetto. Nel calendario dei magistrati ci sono ora altre due audizioni importanti: quella dell’ex presidente della Corte di Cassazione Vincenzo Carbone, il quale sarà sentito oggi, e quella dell’ex presidente della Corte di appello di Milano Alfonso Marra. Il nome del primo è legato a due episodi: l’interessamento del gruppo riconducibile a Flavio Carboni al ricorso presentato ai giudici della Suprema Corte dall’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino contro l’ordinanza di custodia cautelare emessa nei suoi confronti dalla magistratura napoletana e la nomina dello stesso Marra alla presidenza della Corte di appello del capoluogo lombardo. Il nome di quest’ultimo è scaturito dal presunto interessamento per il ricorso della lista di Formigoni.