Rai, i talk show politici restano chiusi

Minzolini: solo speciali. Floris: Ballarò pronto. L’opposizione protesta. La linea aziendale è chiara: spazio ai tg, che hanno redazioni pienamente operative anche nel periodo estivo; niente talk, perchè è più complesso rimetterli in piedi, con gran parte delle redazioni in pausa contrattuale, e in ogni caso andrebbero riattivati tutti per garantire l’equilibrio informativo. Una soluzione che viene definita «coerente con specifici precedenti analoghi» e in grado di «garantire il pluralismo». La parola poi alle proposte dei singoli direttori, che vengono più o meno accolte. E così nei prossimi giorni il Tg1 confermerà ‘Tv7’ il venerdì e lo speciale Tg1 la domenica. Il Tg2, dopo l’edizione di mezza sera, da oggi proporrà la rubrica di mezz’ora ‘Punto di vistà. Da domani Linea Notte del Tg3 tornerà alla durata invernale di un’ ora (attualmente dura mezz’ora) mantenendo la collocazione di seconda serata (tra le 23 e le 23.20). Specifici approfondimenti anche su Rainews (che però incassa il no ad allungare dopo le 8 ‘Il caffè del mattino per evitare sovrapposizioni con il Tg1) e sei ore al giorno di dibattito sulla situazione politica per il Gr con ”Radio anch’io”, ”Start”, ”Baobab” e ”Zapping”. Ma intanto è soprattutto lo stop a Ballarò a far discutere. «Era nostro dovere di giornalisti proporre all’ azienda con cui lavoriamo il nostro impegno: lo abbiamo fatto, poi l’azienda ha preso le sue decisioni, decisioni che ognuno può valutare come crede, ma che ovviamente a noi dispiacciono», commenta Floris. «Prendo atto con dispiacere che in una riunione alla quale non sono stato invitato è stato deciso di vietare a Raitre di mandare in onda al posto di una replica del circo uno speciale di Ballarò», gli fa eco il direttore di Raitre Paolo Ruffini. Protesta l’opposizione, in testa Pd, Idv («decisione dettata da Palazzo Grazioli», accusa Pancho Pardi) e Udc («Vedremo se gli approfondimenti realizzati dai tg della Rai saranno all’altezza della situazione e rispetteranno il pluralismo», avverte Roberto Rao). Bocciano il no ai talk show anche anche Federconsumatori e Codacons. In linea con la decisione del vertice Rai la maggioranza: «Non è pensabile che nella più grande azienda d’informazione del Paese l’esclusiva degli approfondimenti giornalistici sia ad appannaggio solo dei talk show», replica il vicepresidente Pdl della Vigilanza Giorgio Lainati. Punti di vista opposti anche in cda. «Ormai prevale la visione burocratica anche di fronte alla notizia», commenta il consigliere di minoranza Nino Rizzo Nervo, definendo «del tutto incomprensibile » il no a Ballarò. «Se un editore comincia ad avere paura dei fatti e delle notizie finirà col perdere credibilità e autorevolezza e allora sarà la fine del servizio pubblico radiotelevisivo ».