Amarezza Howe: Saprò risorgere

L’appun­tamento con un’altra meda­glia è rimandato. Anche Andrew Howe è costretto ad abdicare il trono d’Eu­ropa conquistato quattro anni fa. A Goteborg vinse con un salto facile di 8,20. Ieri non è riuscito ad anda­re oltre 8,12, lasciando 14 centimetri alla battuta. Una misura che vale appe­na il quinto posto. Giù dal podio in una gara uccisa dal coetaneo tedesco Chri­stian Reif con un volo, al terzo balzo, di 8,47. Era già il leader europeo quest’an­no con 8,27, ieri ha supera­to se stesso con una misura fotocopia di quella che l’az­zurro saltò tre anni fa ai Mondiali, quando fu argen­to. Le ha provate tutte il reatino dell’Aeronautica. Ma in pedana era troppo teso. E il ricordo dell’ope­razione al tendine di dieci mesi fa ancora troppo fre­sco. Tagliava il passo in prossimità dell’asse di bat­tuta. L’8,12 è arrivato al se­condo tentativo. Poi ha ca­pito subito che sarebbe sta­ta dura battersi con il bri­tannico Tomlinson e il francese Sdiri che aveva già sfiorato gli 8,20. Howe ci dava dentro, ma non riu­sciva a decollare. Affretta­va i tempi di ricaduta. La rincorsa era nervosa. Il colpo di grazia all’ulti­mo salto. Prima di lui an­dava in pedana l’altro fran­cese Gomis, che fino a quel momento aveva colleziona­to quattro nulli dopo l’otto metri tondo d’entrata. Vo­lava al personale di 8,24. E all’azzurro non bastava più nemmeno il miracolo. « La resurrezione vera è rimandata », dice sconsola­to Howe confortato da mamma Renée che fino a pochi minuti prima le ave­va fatte di tutti i colori per far spiccare in volo il fi­gliolo. «Di testa c’ero. Vole­vo vincere ed ero concen­trato per farlo. Ma il fisico non era al cento per cen­to ». -corsport-