Rivolta nel Cie di Milano: scappano tre irregolari

La pessima qualità del cibo, i distributori automatici di snack e bevande difettosi, e quelle stanzette dove sono costretti a dividere brande e spazi ridottissimi, in attesa di salire su un volo che li riporterà nel loro paese d’origine. La rivolta degli immigrati irregolari di via Corelli a Milano, la scorsa notte, è iniziata da qui. Le lamentele hanno innescato l’ennesima protesta all’interno del Centro di identificazione ed espulsione, che questa volta non si è limitata a piccoli incendi di materassi e masserizie, come è avvenuto almeno una decina di volte negli ultimi due anni. Questa volta, gli immigrati hanno tentato di fuggire. Tre di loro, due marocchini (uno dei quali con precedenti per droga), e un tunisino, ce l’hanno fatta. Altri dieci sono stati bloccati appena in tempo da polizia e militari. Il bilancio della sommossa è di cinque agenti e un militare ricorsi a cure mediche per i lividi e le contusioni, e di due clandestini ricoverati. Il primo a causa delle lesioni alle gambe. «In conseguenza al salto dal muro di recinzione », spiegano dalla questura. Il secondo invece, per aver ingoiato una batteria. Intorno a mezzanotte e mezza una trentina di immigrati del settore E, in gran parte nordafricani, ha ribaltato tavoli e sedie, lanciato per aria masserizie e distrutto i dispositivi di videosorveglianza. Poi i migranti sono saliti sul tetto e da qui, una decina di loro, ha scavalcato le recinzioni per poter scappare. -dnews-