Una passeggiata nella storia. Per osservare da vicino il Colosseo che sarà dopo il restauro. Siamo saliti fino all’attico, a 48 metri d’altezza, il piano più alto dell’anfiteatro Flavio e poi scesi nei sotterranei nel punto più nascosto e segreto. Con noi, a farci da cicerone, il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro. «Quello che stiamo vedendo oggi noi – spiega Giro – da dopo ferragosto lo potranno ammirare romani e turisti. Apriremo (per gruppi di dieci persone per non affaticare troppo le strutture, ndr) gli ipogei e l’ultimo anello». Ventisei scalini e un lungo rettilineo ci portano dall’ingresso nella zona più affascinante del Colosseo: gli ipogei. Qui, sotto il piano dell’arena, c’erano le gabbie dove erano rinchiuse le belve utilizzate per i giochi: oggi la (poca) luce filtra da delle fessure sul solaio e da alcune lampade da cantiere, la temperatura scende notevolmente e c’è un fortissimo odore di terra bagnata. «Ed è qui – continua il sottosegretario – che i visitatori potranno scendere rivivendo l’atmosfera che respiravano i gladiatori dell’antica Roma grazie a degli ascensori e dei percorsi speciali». In contemporanea, la Sovrintendenza archeologica aprirà «la terrazza sul cielo della Capitale »: l’ultimo piano, quello più alto, meglio conosciuto come attico. Si salgono 42 gradoni, la salita affatica un po’, ma ne vale decisamente la pena: affacciati alle balaustre in ferro battuto il panorama è di quelli che mozzano il fiato. Da un lato si può vedere l’interno del Colosseo, dall’altro l’affaccio è sui Fori, sul Campidoglio e sul Palatino. «Sfido chiunque a trovare un posto più suggestivo », scherza Giro. Ma per un progetto che è ormai in dirittura d’arrivo, ce n’è un altro che sta per decollare. Ed è di quelli importanti: 23 milioni di euro e l’obiettivo di ridare lustro al monumento simbolo dell’Urbe. «Le facciate saranno ripulite dallo smog – dice il sottosegretario – toglieremo i fari enormi e decisamente datati per far spazio a Led di ultima generazione. Realizzeremo dei book office e dei punti ristorazione. Martedì arriverà sul mio tavolo il bando per la sponsorizzazione dei lavori (in lizza c’è un pool di imprenditori italiani capitanati da Diego Della Valle, un team giapponese e degli sponsor americani, ndr) che permetteranno di portare a conclusione un progetto unico». Giro sottolinea lo stato di «abbandono » cui è stato relegato il monumento negli ultimi anni (basta pensare che proprio in questi giorni non si riesce a trovare l’accordo per l’apertura notturna perché mancano i custodi): «Il governo e l’amministrazione capitolina hanno deciso invece di puntare tutto sull’anfiteatro Flavio e sarà grazie al nuovo Colosseo che Roma sarà città Olimpica nel 2020». -leggo.it-
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